Il Tirreno

Grosseto

Tragedia di Tirli, fu concorso di colpa

Fra.Go.
<b>LA VITTIMA.</b> Emanuele Notari fu colpito da una palla asciutta durante una battuta di caccia al cinghiale
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LA VITTIMA. Emanuele Notari fu colpito da una palla asciutta durante una battuta di caccia al cinghiale

Il cacciatore che sparò e colpì il compagno patteggia 4 mesi

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 PIAN D'ALMA. Emanuele Notari morì un anno e mezzo fa. Fu colpito, durante una battuta di caccia, da una palla che sarebbe dovuta servire per uccidere un cinghiale. Era il 13 dicembre del 2008, quando l'operaio agricolo, che aveva 36 anni e tre figlie, si spostò dalla posta. Lo stesso fece anche Antonio Maestrini. Il compagno di caccia che esplose quel colpo. L'uomo, 61 anni, ha patteggiato una pena a 4 mesi di carcere con la sospensione condizionale.  E il giudice per l'udienza preliminare Pietro Molino, ha condannato Maestrini anche al pagamento delle spese sostenute dalla parte civile. Dalla moglie Patrizia Ferrantini e dai familiari di Emanuele, il fratello Marco e i genitori Rolando e Adele. Quasi ottomila euro.  Il giorno dell'incidente nel quale Notari fu ucciso da quella palla asciutta che probabilmente rimbalzò su una roccia vicina allo Sbiado della Gobba, i carabinieri di Punta Ala che arrivarono subito a Pian D'Alma non poterono stabilire chi avesse esploso quel colpo. Perché sulla linea di tiro, c'erano due compagni di caccia di Emanuele. Il pm Giuseppe Coniglio, che ha coordinato le indagini, ordinò una perizia balistica. Dal corpo di Notari, durante l'autopsia, fu estratta dall'equipe medico-legale di Siena, la palla che lo aveva colpito. Quella palla che lo aveva preso nella parte sinistra del petto, tra il cuore e la gola, recidendo irrimediabilmente l'aorta. L'analisi balistica fu eseguita da Gustavo Caldora. E i risultati parlarono subito chiaro: quel proiettile era partito dal fucile di Maestrini.  Ci sono state perizie e contro-perizie. E alla fine, il gup ha stabilito che sì Maestrini aveva sparato colpendo Notari. Ma che entrambi erano stati responsabili in qualche modo di quell'incidente. Concorso di colpa, ha scritto il giudice nella sentenza. Perché né Maestrini e nemmeno Notari rimasero quel giorno nella posizione che avrebbero dovuto mantenere.  Il cacciatore di Tirli ha scelto di patteggiare. Difeso dall'avvocato Daniele Belli di Siena, gli è stata applicata una pena di 4 mesi con sospensione condizionale. E al pagamento delle spese alla parte civile, rappresentata dagli avvocati Alessandro Bertolini e Laura Parlanti. Perché quel giorno, nel bosco di Pian D'Alma, a Sbiado della Gobba i due cacciatori non hanno seguito le regole. Si sono spostati di qualche metro. Una disattenzione che è costata la vita a Notari.

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