MARRAS
«Gli uccelli hanno fatto i nidi in ritardo»
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NIENTE PREAPERTURA. Il presidente Leonardo Marras ha negato la preapertura per la caccia al colombaccio 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Niente apertura anticipata alla caccia al colombaccio per un motivo semplice: quest'anno la stagione è stata piovosa ritardando il ciclo biologico e riproduttivo di questi uccelli che hanno nidificato più tardi e, a settembre, sono ancora impegnati nelle cure parentali». Il presidente della Provincia Leonardo Marras fuga ogni dubbio sui motivi che hanno spinto il consiglio a depennare il colombaccio dalla lista degli uccelli cacciabili in preapertura. Non c'è nessuna pressione degli ambientalisti, nessuna strategia mirata a eliminare la caccia in Italia - come alcune associazioni di tutela degli animali paventano - ma solo condizioni climatiche particolari che hanno inciso sull'ecosistema. «Se l'apertura per il colombaccio è slittata - spiega Marras - d'altro canto la chiusura della stagione venatoria è stata posticipata di due giorni». «Non si dimentichino - prosegue Marras - le recenti novità per altri tipi di caccia, come quella al cinghiale». Questa caccia si può svolgere nella forma della battuta se è nelle aree vocate (l'elenco si trova anche sul sito della Provincia), ma si può fare anche in quelle non vocate dove, fino a un anno fa, gli abbattimenti erano appannaggio della polizia provinciale. Dall'anno scorso, con l'approvazione del Piano per la gestione faunistico venatoria del territorio non vocato alla presenza del cinghiale, anche i cacciatori accreditati per gli abbattimenti possono accedervi. Se un cinghiale crea danni a un allevatore, questi può allertare l'ato che avvisa la polizia e, allo stesso tempo, gira l'informazione anche ai cacciatori, che possono dunque cacciare anche in queste aree. E, in tutta la Maremma, sono circa 3mila. F.F.
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