La manifestazione
«4 milioni sono troppi»
Enrico Pizzi
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SINDACO Emilio BonifaziIl sindaco Bonifazi chiarisce: «Costi lievitati nel tempo»
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GROSSETO. Che lo spostamento definitivo, fuori dalle Mura Medicee, della Biblioteca Chelliana possa dispiacere a qualcuno, il sindaco Emilio Bonifazi, lo ha messo in conto, ma il fatto è che, dopo circa 20 anni da quando la biblioteca di via Mazzini è stata spostata in via Bulgaria, ci si è resi conto che lo spazio della sede storica non sarebbe più adeguato. Di qui la necessità di una soluzione diversa per un problema che - chiarisce subito il sindaco - lui si è trovato tra le mani solo nel 2006, dopo la sua elezione, quando una possibile soluzione era ancora ben lontana, nonostante fossero passati già circa 15 anni dalla chiusura dell'immobile di via Mazzini. «Un primo incarico di consulenza all'architetto Aureli - ricorda il sindaco - risale al 2002, nell'anno successivo gli fu affidato un incarico proprio per la progettazione per la progettazione esecutiva e direzione dei lavori per l'allestimento della biblioteca comunale». Quando Bonifazi fu eletto sindaco di Grosseto chiese subito agli uffici una relazione sullo stato dei lavori della biblioteca. Questo il quadro: due progetti esecutivi, per il cosiddetto 3º lotto di «ristrutturazione, adeguamento impianti ed abbattimento barriere architettoniche dell'edificio posto in via Mazzini adibito a biblioteca comunale - completamento opere murarie» per l'ammontare complessivo di 1,3 milioni di euro, e il 4º lotto di opere di allestimento per complessivi 700mila euro. Sul 3º lotto l'amministrazione comunale ha ottenuto un primo contributo dalla Fondazione Mps, ma la relazione sottolinea che, nonostante la progettazione definitiva, l'opera non sarebbe stata appaltabile. Tra gli elementi che mancavano, anche l'adeguamento dell'edificio alle norme sismiche nel frattempo entrate in vigore. Di qui la necessità di un nuovo incarico di progettazione esecutiva delle opere murarie, a inizio 2007: il nuovo progetto è pronto ad aprile e la spesa prevista lievita da 1,3 a 2 milioni e 240mila euro. Per redigere la proposta progettuale di miglioramento statico dell'immobile viene coinvolto anche un altro professionista. Poi, per evitare sorprese in fase gara di appalto, l'amministrazione comunale decide di far asseverare il progetto da Rina Industry. Fatte le dovute correzioni, nel maggio del 2009 il progetto è pronto per la gara, ma «per la modica cifra - dice il sindaco - di 4 milioni di euro». Al Comune mancavano 1,8 milioni, dalla Fondazione Mps non sembrava esserci alcuna possibilità di ulteriori finanziamenti, ma ammesso che i soldi ci fossero, gli spazi che si renderebbero disponibili in via Mazzini non sarebbero sufficienti per una moderna biblioteca. «Avremmo a disposizione circa 2mila metri quadrati calpestabili - dice il sindaco - quando ne servirebbero almeno 3-4mila. E poi intorno non ci sono spazi per parcheggiare auto, motorini, biciclette e basta guardare il parcheggio davanti alla sede di via Bulgaria per vedere quanto ce ne sia bisogno». Problemi analoghi - economici e di spazio - si presenterebbero per l'ex Gil. Per questo, dunque, si è deciso, d'accordo con la Provincia, di pensare ad una struttura nuova, alla cittadella dello studente e di ristrutturare il palazzo di via Mazzini, d'accordo con la Fondazione Mps, per destinarlo a sede dell'Università.
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