Il Tirreno

Grosseto

Nuove regole per i bar: tanti punti oscuri

<b>CONTROLLI </b>della polizia municipale nei locali del by night
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CONTROLLI della polizia municipale nei locali del by night

Qualche concessione e molti vincoli per chi vuole fare musica e spettacolo

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 GROSSETO. A distanza di un anno e mezzo dalla bozza proposta nel febbraio 2009, la scorsa settimana il consiglio comunale ha approvato il "Regolamento per lo svolgimento di attività dello spettacolo e intrattenimento negli esercizi di somministrazione", attesissimo in città, da tempo nella morsa della cosiddetta "movida".  Il regolamento non sarà esecutivo prima di tre settimane anche se, di fatto, è già applicato perché non contiene novità eclatanti, ma si limita a riassumere le norme già in vigore. Destinato ai locali di somministrazione - bar, ristoranti, pizzerie, caffè - dove, oltre a mangiare e bere, si può anche ascoltare musica, divide gli esercizi pubblici in tre tipi, a seconda della natura dell'accompagnamento sonoro, e fissa regole diverse per tipi diversi di locale.  Locali di tipo I. Quando la musica è solo di sottofondo non servono autorizzazioni del Comune per accendere lo stereo. Rispetto alla bozza iniziale, il regolamento definitivo introduce due precisazioni: non devono esserci dj o intrattenitori e la musica non può essere pubblicizzata. Il volume deve rientrare nei limiti previsti dal piano di zonizzazione acustica del Comune. Per fare un esempio, in via San Martino, che è area di 3ª classe, le emissioni rumorose non devono superare i 60 decibel dalle 6 alle 22 e i 50 dalle 22 alle 6. In via Ricasoli, invece, che è di 4ª classe, si può arrivare a 65 e 55. Sarà cura del gestore certificare l'impatto acustico con una relazione di previsione. Per scongiurare fastidi, quando la musica è diffusa fuori del locale, va spenta a mezzanotte.   Locali di tipo II. Quando un bar o un ristorante organizzano anche musica dal vivo, karaoke o chiamano un dj, le cose si complicano. A questa voce il regolamento ha subito alcune modifiche rispetto alla sua bozza. Impone, innanzitutto, di spegnere casse e amplificatori a mezzanotte, concede di fare musica dentro o fuori il locale, in giardini o aree esterne in concessione, permette al Comune di vietare in casi particolari le attività all'aperto e vieta di far pagare il biglietto di ingresso. Se la musica è all'interno, non si può modificare il locale in funzione del concerto, che si deve tenere nella stessa sala destinata al consumo degli alimenti. Se si vuole organizzare musica all'aperto le vie da seguire sono due: se lo spettacolo finisce prima di mezzanotte e il volume è sotto i 70 db fino alle 22 e sotto i 60 dalle 22 alle 24, si deve richiedere un'autorizzazione in deroga al settore ambiente 20 giorni prima dell'evento, accompagnandola con documentazione acustica. Se si prevede di "sforare" per volume e orario, va chiesta una deroga ordinaria 30 giorni prima, sempre con documentazione acustica, e si dovrà poi aspettare il parere della Asl. Di deroghe ordinarie il Comune ne può concedere fino a 30 all'anno per circoscrizione.  Locali di III tipo. Il terzo caso è quello dei locali "di pubblico spettacolo" veri e propri. Solo qui è consentito ballare e la trafila per ottenere i permessi è più complicata. Oltre ad avere agibilità e idoneità previste dal testo unico sulla pubblica sicurezza, il gestore deve rispettare le direttive ministeriali in materia, essere autorizzato dalla Municipale e, se la capienza del locale supera le 100 persone, avere il certificato di prevenzione incendi rilasciato dai pompieri. E, naturalmente, le carte in regola sull'impatto acustico. F.F.

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