Il Tirreno

Grosseto

Rabbia e proteste ad Albinia: la zona commerciale è teatro di vandalismi, risse e disturbo alla quiete

«La galleria è terra di nessuno»

Claudio Bellumori
«La galleria è terra di nessuno»

Commercianti infuriati: «Servono più controlli, i turisti scappano»

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 ALBINIA. «C'è bisogno di maggior controllo qui in galleria. A volte troviamo di tutto: da ciocche di capelli a bottiglie frantumate per terra. Tempo addietro addirittura del sangue, che è stato tolto dai vigili del fuoco». Non stiamo parlando del Bronx, ma della galleria di Albinia, che si trova davanti alla piazza principale della frazione del comune di Orbetello. Nel pieno centro del paese, eppure è qui che succedono gli episodi peggiori, che preoccupano la gente.  Nello storico luogo, creato ai piedi di un condominio, adesso convivono, una a fianco all'altra, tre realtà: cittadini che chiedono tranquillità, i commercianti che vogliono lavorare sereni e chi invece rovina la festa, con atti talvolta al di sopra delle righe.  «Qualche anno fa - sibila una persona - qui bazzicava, come si suol dire, un brutto giro. Adesso la situazione, da quel punto di vista, è più accettabile. Il problema principale, se si raschia in fondo al barile, è rappresentato da quei pochi soliti noti che creano sistematicamente disturbo. Ormai è diventato il segreto di Pulcinella». Nessuno, per carità, aspetta con insistenza la presenza degli agenti in assetto antisommossa. Però la preoccupazione c'è, soprattutto all'interno del piccolo centro commerciale, che tutti chiamano "galleria". Lì ci sono negozi di vario genere e per ogni gusto: gelateria, bar, ristorante,rosticceria, supermercato, sala giochi. E poi una farmacia e una tabaccheria. «Stiamo cercando di dare vigore alla frazione - notano - ma c'è bisogno di più rispetto, nei confronti di ciascuno dei residenti. Alcuni ragazzi, purtroppo, non conoscono questa parola. Non stiamo facendo di tutta l'erba un fascio, ma qualcuno dovrebbe farla finita di creare disturbo». Una settimana fa, un ragazzo di 31 anni ha creato lo scompiglio: lancio di una bottiglietta d'acqua addosso a una famiglia (babbo, mamma, figlia di 5 anni), calci a tavolini e sedie. Poi urla e pugni a una macchina. Per lui è scattato l'arresto - poi subito rimesso in libertà - per danneggiamento e oltraggio a pubblico ufficiale. Un escalation che lascia sbigottiti i presenti. Teatro dell'evento fuori programma, manco a ricordarlo, la galleria. Eppure non si tratta di un episodio isolato. «Due sere prima di quello spiacevole avvenimento - raccontano alcuni negozianti - c'è stata una rissa, scoppiata presumibilmente per futili motivi e immediatamente sedata». Lo "scrigno dei segreti" pian piano si apre e butta sul tavolo, usando un eufemismo, altre "perle". «Un mese fa qualche buontempone ha infilato un fumogeno arancione dentro un condizionatore d'aria». Il corridoio, in pochi secondi, si è trasformato in una curva da stadio. «La scia colorata - proseguono - è corsa dentro la galleria. E spesso dobbiamo pulire noi lo sporco lasciato alle porte o nei dintorni delle nostre attività». I prodotti che campeggiano in bella vista sono, praticamente, sempre gli stessi: mozziconi di sigarette, bottiglie rotte, vomito. «In più - ribadiscono - i vasi vengono annaffiati con la pipì». Non serve essere esperti di chimica per comprendere la reazione del gesto. «Le piante si sono seccate».  Tra rabbia e un pizzico di frustrazione una cosa si sottolinea: «Dopo i fatti di venerdì scorso - assicurano - abbiamo osservato che c'è più controllo da parte delle forze dell'ordine, anche se ciò è stato partorito a seguito di tantissime segnalazioni. Di questo, comunque, ne siamo ben contenti e speriamo che si mantenga tale presenza. L'aspetto che vogliamo rimarcare con forza è uno: abbiamo bisogno di avere un appoggio concreto, da parte delle istituzioni e di chi ha il compito di garantire la sicurezza. Albinia ha l'obbligo e il dovere di crescere. Andando avanti così non faremo altro che allontanare la gente e i turisti che ci fanno visita».

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