In centinaia per i provini del Grande Fratello speranze per una decina
Claudio Bellumori
C'è chi è arrivato 12 ore prima per tre minuti di prova «Prendiamo quelli che mostrano di avere qualcosa in più»
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CAPALBIO. Curiosi, sognatori, sorrisi e speranze. Il mix, bagnato con un pizzico di adrenalina, è stato servito giovedì sera alla stazione Agip il Girasole per le selezioni ufficiali del Grande Fratello. Circa cento persone, munite di coraggio e sana "follia", hanno provato ad accedere alla scalata che porterà a scegliere i nuovi inquilini della casa di Cinecittà. Una prima assoluta a Capalbio che, tutto sommato, ha avuto abbastanza successo. In ogni senso. «Probabilmente - hanno confessato a fine serata - una decina di elementi verranno richiamati per un approfondimento». Muscoli e pancette, vestiti in tiro e sbadigli. Nel locale di Sauro e Roberto Rosi il menù in tavola è stato molto vario. Una ragazza, accompagnata dalla madre, non ha potuto partecipare per colpa del calendario. Infatti, la maggiore età la compirà tra un paio di settimane. Per lei, che ha messo il broncio e se ne è tornata a casa con le pive nel sacco, è scattato il disco rosso. Il passaparola mediatico ha catapultato ai provini un esercito proveniente da Orbetello, Albinia, Capalbio. Ma anche da Pistoia, Orvieto, Montalto di Castro, Pescia Romana. «Uno - hanno raccontato - si è presentato alle 7.30 di mattina. Aveva paura di beccare la fila». Scelta quanto mai azzardata e troppo cautelare, visto che la tenda - dove si sono svolte riprese e interviste - è stata montata intorno le 19.30. La "gara" vera e propria ha avuto inizio alle 22 (con un'ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia ndc). L'iter per partecipare è stato fatto seguire in maniera rigorosa. Il candidato, per prima cosa, ha ricevuto il numerino e ha pazientato in religioso silenzio. Una volta chiamato, ha compilato un foglio. Nel pezzo di carta, oltre ai dati personali, sono stati chiesti anche la professione, film e musica preferiti, un evento che ha segnato la propria vita. Fino all'ultima domanda: "Perché il Gf dovrebbe scegliere te?". Dopodiché, è stato consegnato un altro numero. A quel punto, non è restato altro che aspettare il turno. Tre minuti cruciali, dove gli schiamazzi sono stati sostituiti da una sorta di "corrida", ovviamente senza lance e tori. Da una parte telecamera e domande. Dall'altra microfono e dita incrociate. «In questi anni ne sono capitate tante - ha confessato Massimiliano Girvasi, fondatore di Wobinda Produzioni e regista incaricato da Endemol - una volta mi hanno scritto "Stato civile: vigile urbano". Noi registriamo i ragazzi, se è il caso mettiamo una nota. Tutti i provini vengono rivisti in redazione, da un altro gruppo di autori». Chi farà colpo, sarà richiamato. E chi, per esempio?. «Quelle persone - ha spiegato Girvasi - che hanno qualcosa in più, quel qualcosa non costruito. Non significa essere belli o brutti, ma è importante possedere un personale filo conduttore».
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