Italia
Musica reggae e afro e chili di marijuana due arresti in città
Fra.Go.
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Feste a base di musica reggae e canne. Hashish, marijuana. Un quantitativo enorme. Il nucleo di polizia tributaria di Verona, a chi riforniva le feste reggae di droga, aveva messo gli occhi addosso da tempo. Ieri mattina, con la collaborazione delle fiamme gialle di Grosseto, sono finiti in manette altri due protagonisti di questa indagine: Alessandro Affede e Giovanni Gazzarri. Un'indagine cominciata nel 2009. Con l'arresto di un dj di musica reggae, il veronese Paolo Nardi trovato con quasi mezzo chilo di hashish. Lo spaccio avveniva soprattutto nel corso di feste a base di musica afro e reggae. Le fiamme gialle, durante il primo filone, analizzando il traffico telefonico e i contatti in internet dei primi indagati, ricostruirono i ruoli nell'organizzazione: chi teneva i contatti con i fornitori olandesi e marocchini, chi investiva i guadagni; chi curava gli affari in Italia e trattava la riscossione degli insoluti e chi aveva il compito di procacciare i clienti e nuovi fornitori. Nell'inchiesta, a novembre, entrò anche Alessandro Affede, 32 anni. Grossetano, da tempo viveva a Bologna dove faceva il dj, con il nome "Boomdraw". Una frase jamaicana che significa "Accendi una canna". Affede, considerato uno dei i capi dell'organizzazione finì in manette insieme ad un altro grossetano, Noé Scaramucci, 31 anni, che insieme ad altre due persone, furono trovati con quasi 90 Kg di hashish e con oltre 5 Kg marijuana. Martedì mattina, gli uomini agli ordini del comandante Fernando Greco, hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal pm veronese Marco Zenatelli. Sono andati alla comunità di Valle Rotana, dove Alessandro Affede da un mese stava seguendo il percorso terapeutico di riabilitazione. E lo hanno arrestato. In manette è finito anche Giovanni Gazzarri, 25 anni, studente universitario fermato anche lui martedì mattina in città. Il ragazzo aveva un ruolo marginale nell'organizzazione che, per le fiamme gialle, era in qualche modo gestita da Affede. Avrebbe fatto da corriere per piccole quantità di droga e sarebbe stato utilizzato per recuperare qualche credito. Entrambi sono stati accompagnati al carcere di via Saffi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google