Il Tirreno

Grosseto

Allarme alghe nella Laguna si rischia una nuova morìa

Allarme alghe nella Laguna si rischia una nuova morìa

2 MINUTI DI LETTURA





«Non stiamo dormendo sonni tranquilli, per la laguna è un momento critico, una situazione di allarme. Togliere i commissariamenti sarebbe il colpo di grazia». Il commissario per il risanamento ambientale della laguna di Orbetello Rolando Di Vincenzo parla dello stato di salute dello specchio d'acqua che circonda Orbetello, mettendo in evidenza problemi molto seri. E partendo dalla proposta di Bertolaso di chiudere i commissariamenti, compreso quello della laguna, e riportare tutto alla gestione ordinaria per risparmiare. «Chiudere i commissariamenti - ha commentato Di Vincenzo - sarebbe tornare agli anni novanta, quando si verificavano gravi crisi in laguna. Mi sembrano sciocche le proposte di ipotesi di un ritorno al'ordinarietà, non esistono le condizioni. La mia controproposta è stata di portare il commissariamento fino a dicembre 2012».

Ed ancora sulla crisi della laguna: «Siamo nella situazione peggiore degli ultimi dieci anni a causa di processi distrofici, la situazione delle alghe è grave. Abbiamo individuato sette aree critiche all'interno della laguna che sono al canale di Nassa, a nord di Giannella, davanti al canale di Fibbia, ad Orbetello Scalo all'altezza dell'ospedale, nella laguna di Levante davanti al centro storico, nella zona tra la Diga e Le Miniere e davanti ad Ansedonia, una delle peggiori zone». Spiega il commissario della laguna: «Le condizioni atmosferiche sono la causa di tutto, i gradi dell'acqua della laguna superiori alla media e la formazione anomala unita ad una crescita smisurata delle alghe che con il sole poi generano idrogeno solforato, che provoca la terribile puzza di zolfo. Purtroppo tutto questo, quando stiamo pompando il massimo di acqua, ben mille metri cubi al giorno e stiamo utilizzando tutti e quattro i battelli per la pulizia delle alghe, che saranno in funzione fino a novembre ininterrottamente. Ma inspiegabilmente proprio nelle zone al massimo pompaggio e del dragaggio, ci sono più alghe. Le piogge dei mesi scorsi hanno aiutato la laguna, riducendo la salinità però sono arrivati altri nutrienti, come resti di concimi, dai campi e dagli appezzamenti agricoli hanno aiutato le alghe a riprodursi molto di più del solito». Infine chiude Di Vincenzo: «Se non fossero state fatte tutte le opere di questi anni, in regime straordinario, saremmo tornati oggi all'emergenza del 1992, con la moria di pesce e la peggiore crisi della storia. Anche se ormai siamo agli sgoccioli come risorse, sono due anni che non riceviamo più fondi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa