Il Tirreno

Grosseto

Muore in scooter a 15 anni

Federico Lazzotti
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LO SCHIANTO. È avvenuto sulla provinciale 159 che collega Grosseto a Scansano intorno alla mezzanotte di lunedì

Preso da un'auto vicino casa, inutile la corsa a Siena

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 GROSSETO. La mamma l'ha chiamato sul cellulare perché era preoccupata e i patti erano chiari: ti compriamo lo scooter ma il rientro è per le 23.30. «Parto subito. Arrivo tra cinque minuti», ha risposto lui prima lasciare il centro, gli amici, salire sull'Aprilia 50 appena comprato e andare incontro al buio. Chi lo conosceva racconta che quando c'era un momento di tensione Ciro tirava fuori una battuta «psicofilosofica o una barzelletta senza senso» e il peggio passava. Era questa la scorciatoia all'imbarazzo di chi ha 15 anni e pensa da grande. Come la strada bianca che doveva imboccare l'altra notte era il percorso più veloce per tornare a casa e arrivare in orario dai suoi genitori, al podere Lagacciolo, tra Grosseto e Roselle.  Ciro Cosmo, 16 anni a settembre e i lineamenti di chi sta lasciando il guscio per diventare uomo, è morto dopo lo schianto con un'Audi A3 che lo ha tamponato lungo la provinciale 159 all'altezza di San Martino. «Non l'ho visto e quando mi sono accorto non ho avuto il tempo di frenare», ripete ora Enzo Giuliani, 32 anni, già iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di omicidio colposo.  Il fisico da atleta di Ciro, era cintura nera di karate, ha provato a resistere alle ferite e a un grave trauma cranico causato dall'impatto con il parabrezza della macchina prima e con l'asfalto dopo. La speranza è durata poco più di tre ore.  I sanitari lo hanno trasportato d'urgenza prima al Misericordia di Grosseto e poi con l'elisoccorso Pegaso fino a Siena per tentare un disperato, quanto inutile, intervento nel reparto di Neurochirurgia. Vicino a lui il padre Luciano e la madre Ulrica Fatarella, consigliera provinciale del Pd e conosciutissima in città.  I genitori sono stati tra i primi ad arrivare sul luogo dell'incidente, intorno alla mezzanotte di martedì. «Ero a casa - racconta la madre - e ho sentito che qualcosa non andava. Vedevo che Ciro non arrivava. Lui non era mai in ritardo. Poi ho visto le luci in fondo alla strada e ho avuto un bruttissimo presentimento, come se sapessi quello che era successo».  Saranno gli accertamenti degli agenti della polstrada, coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Coniglio, a dover ricostruire la dinamica dello schianto.  L'unica cosa certa è che l'impatto tra lo scooter e la macchina è avvenuto sulla parte destra dell'Audi A3 e sia la vittima che il conducente dell'auto sono risultati negativi ai test alcolemici. Il resto sono tutte ipotesi. Possibile che l'automobilista non abbia visto il ragazzino lungo la strada? Oppure il giovane studente dell'istituto Commerciale abbia compiuto una manovra azzardata per attraversare la carreggiata e imboccare la strada bianca? Quanto c'entra la velocità dell'auto nella dinamica? Il conducente giura di non essere andato oltre «i settanta all'ora», gli amici di Ciro che hanno passato la giornata di ieri davanti alla chiesa di Roselle vegliando l'amico chiedono «giustizia e silenzio».  Quello che resta è il dolore per la scomparsa di Ciro Black, come si era registrato su Facebook dove come foto del profilo aveva messo l'immagine del suo cane Ringo. Poi ci sono i suoi sogni interrotti. «Aveva saputo da pochi giorni che era stato promosso - racconta un amico di famiglia - e voleva organizzare una cena per festeggiare la promozione. L'anno scolastico era stata un po' difficile, ma alla fine era riuscito a recuperare perché era un ragazzo orgoglioso e intelligente».  La notizia della sua morte si è sparsa in città tra i palazzi della politica come sui bagnetti di Marina. Decine i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia o scritti sulla bacheca di Facebook. Alcuni colleghi di Ulrica Fatarella si sono presentati anche alla camera ardente: un abbraccio e una stretta di mano. Altri hanno inviato messaggi di condoglianze. A cominciare dal presidente della Provicia Leonardo Marras che scrive: «Sono rimasto letteralmente senza parole di fronte alla notizia del gravissimo lutto che ha colpito la nostra consigliera provinciale Ulrica Fatarella. La perdita di un figlio - continua - è un dolore troppo grande, una sofferenza atroce e incommensurabile, che nessun genitore dovrebbe mai provare. Qualsiasi discorso è superfluo e nessuna parola riesce ad alleviare il dolore di chi viene messo così duramente alla prova dalla vita». Stamattina l'ultimo saluto a Ciro a Roselle.  

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