Il Tirreno

Grosseto

Incidenti sul lavoro, il calo continua

Elisabetta Giorgi
<b>INCIDENTI </b>in agricoltura uno dei settori ancora meno &#147;sicuri&#148; in Maremma
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INCIDENTI in agricoltura uno dei settori ancora meno “sicuri” in Maremma

Meno infortuni. Ma è anche "merito" della crisi

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 GROSSETO. Meno incidenti sul lavoro: perché con la crisi c'è meno lavoro, ma anche grazie alla prevenzione. È quanto emerge dai dati dell'Asl 9, che ha presentato il primo report 2010, realizzato dall'osservatorio infortuni e malattie professionali per la provincia di Grosseto. Il report descrive l'andamento degli infortuni sul lavoro tra 1999 e 2008 a partire dai dati Inail, su cui l'osservatorio ha costruito una serie di riflessioni. Nel 2008 ci sono stati 3769 infortuni totali e denunciati all'Inail, di cui 2820 infortuni nel settore industria (compreso il settore delle costruzioni), commercio e servizi e 828 in agricoltura. Nel 1999 erano molti di più: 3940 di cui 2633 nel primo settore (industria, commercio e servizi) e 177 nel secondo. Nel 2008 c'è stato quindi un calo degli incidenti in agricoltura e un modesto aumento nel settore industria, commercio e servizi. Dato disaggregato, quello edile ne ha contati 417 (meno che in passato; nel 2001 erano 445). In generale «l'infortunistica sul lavoro - spiega Danilo Zuccherelli, direttore sanitario - sta dando buoni segnali di contrazione, a riprova di interventi su piano culturale di sensibilizzazione in tema di sicurezza, fatta con le associazioni dei datori lavoro e coi rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza». Ma è la stessa Asl a mettere in guardia. «Non possiamo dimenticarci che c'è una grossa crisi del lavoro e i dati di calo degli infortuni devono essere correlati alla manodopera: un aspetto sotto osservazione dei servizi della prevenzione dell'Asl 9». Poiché infatti il calo degli infortuni è dovuto in parte al calo del lavoro dovuto alla crisi, è più corretto considerare non tanto il numero assoluto degli infortuni, quanto l'incidenza degli infortuni in relazione al numero degli addetti impiegati. Motivo per cui l'Asl ha considerato gli "indici di frequenza", cioè il rapporto tra numero degli infortuni e numero degli addetti impiegati, e quindi l'effettivo lavoro svolto. Anche in questo caso, come emerge studiando per esempio i dati delle costruzioni, l'indice risulta in discesa negli ultimi anni, con «livelli che dal 2001 non avevamo mai avuto». Positivi anche i dati relativi al 2009 e al primo semestre 2010, calcolati sulla base di un altro indicatore rispetto all'Inail cioè gli accessi nei pronto soccorso dell'Asl 9; «il che permette di avere un quadro grezzo ma immediato della situazione sul territorio. Sulla base di questi dati risulta un calo del 6,4% nel 209 rispetto al 2008 e un ulteriore calo del 6,1% del primo semestre del 2010 rispetto al primo semestre del 2009». Ma ora le antenne sono puntate al futuro e a valutare un'uscita dalla crisi e una ripresa del lavoro, «sperando che il numero degli incidenti non aumenti di nuovo con la fine della contrazione».

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