Il Tirreno

Grosseto

«Ciro è solo un arrivederci il tuo sorriso resta con noi» Su Facebook veglia del dolore

Roberta Bogi Pagnini
<b>IN TANTI </b>alla camera ardente per il saluto all&#146;amico scomparso
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IN TANTI alla camera ardente per il saluto all’amico scomparso

Fiumi di messaggi sulla bacheca del quindicenne scomparso Gli amici si ritrovano davanti alla chiesa: «Vogliamo giustizia»

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 GROSSETO. Il vuoto di una vita che si spezza a 15 anni si legge nei discorsi strampalati degli amici, dalle risate, gli scherzi, da un paio di pantaloni a vita bassa e due occhi scuri e vivaci che in una calda serata di luglio si sono spenti. Il dolore e la rabbia corrono insieme tra im messaggi lasciati su Facebook e il coro di chi è davanti alla camera ardente e chiede: «Giusitizia».  Dentro c'è il vuoto che ha lasciato Ciro, soprannominato "Black" per gli amici di facebook, gli stessi compagni di scuola, di karate e di tante serate di divertimento che per ricordarlo si sono dati appuntamento in un posto insolito ma che riesce a contenere le parole e le immagini più belle per farle arrivare dritte a lui ovunque si trovi adesso.  «Arrivederci - scrive Chiara - non voglio dirti addio perchè un giorno ci rivedremo in un posto migliore di questo dove sei già e insieme potremo fare le tante cose che non hai potuto fare».  Qualcuno l'ha salutato nel pomeriggio dopo una giornata trascorsa al mare, altri hanno scherzato con lui proprio al suono dell'ultima campanella che a metà giugno ha segnato la fine della scuola dopo un anno trascorso sui banchi dell'istituto commerciale, qualcuno ha passato la serata con lui a giocare a calcetto nel campino dell'Addolorata, gli ha dato la buonanotte tra una risata e un ultimo scherzo prima di andare a dormire, con la certezza di rivederlo il giorno dopo, perchè a 15 anni non ci si immagina che uno ciao possa diventare un addio: «Non dovevi lasciarci così - dice Riccardo - io e te eravamo gli immortali».  «Non riesco a crederci - scrive Lorenzo - stamani mentre facevo colazione alla solita bottega del paese mi hanno detto: "ma lo sai di Ciro?E' morto" e sono scoppiato in lacrime». Le canzoni di Eros Ramazzotti, degli 883 e anche qualche nota hip hop che piaceva tanto a Ciro si susseguono una dopo l'altra, non c'è più spazio nella sua bacheca per una frase bizzarra o una battuta tra amici, tutto si è fatto serio, ma tra le lacrime e il dolore ecco i ricordi: «Tutte quelle mattine che ci aspettavi all'entrata di scuola, - scrive Sharon - quando servivamo sulle mura, quando abbiamo cenato dal cinese, sei stato un amico davvero importante per noi, nessuno potrà cancellare il tuo sorriso».  «Sei stato come un fratello per me - commenta Ricardo - mi ricordo ancora quando si giocava a 7 e 1/2 e facevi il furbo». Per non cadere ci si aggrappa a tutto, a una foto scattata dietro alla scuola media di via Portogallo dove Ciro è con i suoi amici e ha appena fatto un murales, si stringe al petto un ricordo caro che arriva da un album di famiglia dove mamma Ulrica e papà Luciano sono felici insieme a Ciro e la piccola Ivana e si sospira sulle note di una canzone che prova a far parlare il cuore in un momento in cui le parole si strozzano in gola.  Ma anche a 15 anni, anche nel lutto e nel dolore si riesce a trovare un modo per respirare: «Sono già stufo di tutti questi addio, di questa rabbia e questa tristezza - commenta Luca - non possiamo farci nulla, non ci rimane che ricordare i tuoi sorrisi, la tua solarità e disponibilità. Certo mi mancherai, ma pensando a te so già che sorriderò. Grazie di tutto».  

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