Sicurezza
Rissa tra famiglie: quattro arresti
Federico Lazzotti
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ARRESTATI. Da sinistra Mario Vitale, Vincenzo Spada Valentino Castiglione e Moreno Viti Si sono affrontati con sedie e ombrelloni, tra i dieci feriti due carabinieri
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GROSSETO. L'ultima battaglia nella guerra dei "Vit" (famiglia Vitale contro Viti) va in scena davanti a tutto il complesso residenziale del Poggio, bambini compresi, quando è mezzanotte. Si combatte con minacce, offese e colpi proibiti. Le armi utilizzate sono sedie, manici di ombrelloni e sputi. Finisce con quattro persone arrestate e una decina di feriti tra cui due carabinieri. Dietro la rissa di lunedì sera si nasconderebbero ruggini di vicinato tra le due famiglie per il parcheggio di alcuni motorini della famiglia Vitale davanti alla finestra dei Viti. Ma dietro ci sarebbe il disagio di un interno complesso familiare. Dice un residente: «Per andare via da qui c'è chi farebbe di tutto». Forse quello dell'altra sera potrebbe essere stato solo un pretesto, perché «arrivare a conseguenze simili per un motorino è davvero inconcepibile», racconta un vicino che ha assistito a tutta la vicenda. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri tutto sarebbe iniziato alle 23.55 con la telefonata di Eleonora Vitale al 112. «Sono entrati in casa mia e mi hanno picchiato», ha detto la donna al centralino. Una versione diametralmente opposta rispetto a quella raccontata dalla vicina. Dice Anna Vitale, 25 anni e due bambini. «Quando è tornata a casa con il marito mi ha detto che mi avrebbe dato due labbrate. Poi è entrata nella sua casa e quando è uscita aveva un coltello in mano. Mi ha detto che avrebbe ucciso me, mio marito e pure mia figlia». Quando la macchina dei carabinieri è arrivata al Poggio la situazione - racconta Valentino Castiglione, convivente di Elenora Viti - «era tranquilla e tutto era stato risolto». Nel frattempo al Poggio sono arrivati uno alla volta il padre della Viti e il marito e il padre della Vitale. «Quando tutto sembrava sotto controllo - scrivono i carabinieri - con uno scatto repentino Mario Vitale ha colpito con un pugno il convivente della rivale». Da qui in poi per dieci minuti è stata battaglia. «Scene tragicomiche», raccontano i testimoni. C'è chi ha preso una sedia e con quella ha colpito li avversari. Un altro si è arrangiato andando a casa e impugnando il manico di un ombrellone con il quale si è rituffato nella mischia. Nella mischia sono stati colpiti anche i due carabinieri che se la sono cavata rispettivamente con otto e tre giorni di prognosi. Al Poggio sono arrivate anche due volanti della polizia. Ci è voluta pazienza e fatica per riportare la situazione alla calma. Quattro le persone arrestate e portate in caserma con l'accusa di rissa, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e utilizzo di strumenti atti a offendere. In manette sono finiti Valentino Castiglioni, 32 anni e Moreno Viti, 62, (difesi dall'avvocato Alessandro Risaliti), Vincenzo Spada, 27 anni, napoletano d'origine e Mario Vitale, 46, pure lui campano (difesi dall'avvocato Sergio Frediani). Delle cure mediche, oltre ai due carabinieri, hanno avuto bisogno tre dei quattro arrestati, le due donne e un paio di residenti, rimasti contusi nel tentativo di placare gli animi. Ieri pomeriggio davanti al giudice Compagnucci è andato in scena il processo per direttissima. Sono servite quasi due ore ad avvocato e pubblico ministero Giuseppe Coniglio per ricostruire quello che era avvenuto la sera precedente. Al termine dell'udienza Mario Vitale e Vincenzo Spada hanno patteggiato dieci mesi di carcere e sono stati trasferiti nel carcere di via Saffi, mentre Viti e Castiglione aspetteranno di comparire davanti al giudice il prossimo 23 luglio. Viti è stato rimesso in libertà, mentre Castiglione è stato trasferito agli arresti domiciliari.
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