Sicurezza
Artigiani nella morsa della crisi
Enrico Pizzi
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CNA. In prima fila Paolucci, Breda, Bramerini Marras e Lamioni Crollano fatturato e investimenti, ma il peggio (forse) è alle spalle
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GROSSETO. Circa 180 milioni in meno di fatturato tra il 2005 e il 2009: il comparto artigiano della provincia di Grosseto è passato, in cinque anni, da un volume di oltre 570 milioni di euro a circa 397 milioni. Basterebbe questo dato del rapporto congiunturale Trend di Cna, per dare il senso della crisi. La tendenza del 2009 sul 2008 - un calo del fatturato del 7,5 per cento - è negativa e riporta i valori assoluti di fatturato su livelli inferiori al 2007, quando già il comparto artigiano grossetano aveva manifestato un crollo di oltre 150 milioni euro di fatturato rispetto al 2005, un crollo che, probabilmente, anticipava la crisi e metteva la parola fine sul ciclo espansivo dell'edilizia. Gli investimenti. Il fatturato non è l'unico indicatore in calo. Preoccupa anche il crollo degli investimenti che, negli ultimi cinque anni, hanno subito continue contrazioni - circa il 70 per cento - e, seppure mostrino una tenue ripresa rispetto al 2008 (+3,4 per cento) si attestano ancora su un valore assoluto di 13,8 milioni di euro, che è poco più di un terzo dei 39 milioni di euro che le imprese artigiane investivano solo cinque anni prima. Ma come per il fatturato, anche per gli investimenti la grande battuta d'arresto era stata anticipata di un anno rispetto alla generalizzata crisi del 2008, infatti, gli investimenti, nel 2007, erano già scesi a 20,4 milioni di euro, quasi dimezzati rispetto al 2005. I costi. Per quanto riguarda i costi - retribuzioni e consumi - si registra, rispetto al 2008, un lievissimo incremento delle prime (+2,4 per cento) e un calo sensibile dei consumi (-22,7 per cento). Le retribuzioni, dunque, crescono, e, pur mantenendosi molto al di sotto dei livelli del 2005 e del 2006, questo dato viene interpretato come «un'inversione di tendenza ed allo stesso tempo un segnale di superamento della fase acuta della crisi». Comparti in crisi. Preoccupano il dimezzamento del fatturato dei trasporti, da 68,9 del 2005 a 30,2 milioni di euro del 2009, il comparto alimentare che perde nel 2009 il 16 per cento di fatturato sul 2008, quando già aveva perso 10 punti percentuali rispetto al 2007, preoccupante il settore riparazioni che fa registrare una flessione di fatturato per il terzo anno consecutivo. Il vero dato preoccupante, però, è il crollo del fatturato nel comparto delle costruzioni che arretra dell'8,8 per cento rispetto al 2008. Perdono anche gli altri macrosettori: il manifatturiero (-5,3 per cento) e i servizi (-6,7per cento). Le crescite. Le crescite, nel manifatturiero, del settore legno/mobili (+21,2 per cento) e del settore pelle (+89,3 per cento) o, nel terziario, i servizi alle famiglie (+14,8 per cento) e alle imprese (+32 per cento) sono buone notizie, ma per il loro ridotto volume d'affari non possono compensare le tendenze negative più diffuse. Bagliori di luce. Proprio a voler cercare qualcosa di positivo, il rapporto Trend, illustrato dalla Cna grossetana, va a guardare il secondo semestre del 2009 in cui si «accenna ad una leggera ripresa del fatturato, dei consumi e soprattutto delle retribuzioni». E poi altri elementi positivi sono il fatto che «l'artigianato grossetano non ha risentito della crisi più di altri territori», l'edilizia che, nonostante tutto, mostra deboli segnali di ripresa sul finire del 2009, e potrebbe influenzare l'intera economia, infine c'è la sensazione diffusa che la fase più acuta della crisi sia passata nella prima parte del 2009 e che sia già stato toccato il punto minimo della congiuntura.
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