Sicurezza
Quella cacca pestata quindici volte
Elisabetta Giorgi
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INCIVILTÀ. Tante le segnalazioni arrivate al sito dell associazione Fioccano le segnalazioni, Grosseto nella top italiana dell'inciviltà
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GROSSETO. Ogni giorno le strade maremmane sono invase da centinaia di cacche di cane lasciate da proprietari distratti o maleducati. Una piaga sempre più diffusa e che d'estate - in una potenziale classifica dei supercafoni - sembra veramente raggiungere il top. Ma se da una parte c'è chi sporca senza troppi scrupoli, c'è anche chi non digerisce poco il malcostume sempre più diffuso ed è "sbottato" denunciando il tutto a chi di dovere: pure a Milano. Ogni giorno partono da tutta Italia proteste per i marciapiedi imbrattati e la destinazione è l'Aidaa (l'associazione italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente), che attraverso il Tribunale degli animali è diventata un po' il "termometro" del malcontento italiano in materia canina o felina. La sede è a Pregnana milanese, provincia di Milano, anche se l'associazione opera diffusamente (più che in un luogo fisso) in 65 città italiane, attraverso i contatti telefonici e e-mail. «Siamo tutti volontari» spiega il presidente nazionale Lorenzo Croce, 46 anni, giornalista, che dopo aver raccolto una pioggia di proteste sulle cacche che invadono i luoghi pubblici ha redatto una sorta di classifica. Le città più "imbrattate" e in cui ci sono i padroni più maleducati sono Roma, Milano, Bologna, Reggio Emilia, Napoli e Cagliari. «Ma complessivamente - spiega Croce - anche dalla Toscana è arrivato un numero cospicuo: 508 proteste tra marzo e giugno, di cui 66 da Grosseto. Si tratta di persone inviperite che hanno segnalato le cacche dei cani sui marciapiedi e a cui abbiamo detto di rivolgersi ai sindaci delle loro città». L'Aidaa è un vero e proprio punto di riferimento per i proprietari degli amici a quattro zampe i quali, oltre a chiedere consigli sui propri animali per telefono o online (www.aidaa.net), segnalano gli sconcertanti episodi di inciviltà dei "colleghi": gli altri padroni dei cani. Tra i casi segnalati ve ne sono di curiosi, prosegue Croce. «C'è un'anziana signora che ci ha lamentato di aver pestato la cacca 15 volte dall'inizio dell'anno. La signora abita in centro storico a Grosseto e «non ne posso più - ci ha detto per telefono - Ogni volta che esco mi va il tacco nella cacca dei cani: non la vedo mai, è sempre in agguato. Ma come si fa?». C'è stato anche chi ci ha telefonato lamentando che sbagliamo a raccogliere le denunce... «Voi siete animalisti - dicono - e non dovreste fare i delatori». La risposta del presidente a costoro è stata che non c'è nessuna intenzione di fare i delatori: «però - dice - non vogliamo nemmeno che per quattro deficienti come loro tutta la città ci vada di mezzo». La scappatoia all'inciviltà manifesta è difficile da trovare, forse. Comunque l'Aidaa chiede alle forze di polizia locale più vigore nel perseguire con multe salate i proprietari che non raccolgono i bisogni dei loro cani. Un'idea potrebbe essere quella di costituire "ausiliari" ad hoc. «Un po' come si fa per gli ausiliari del traffico che multano le auto in divieto di sosta - spiega - a patto che poi gli introiti di queste multe vengano destinati dai Comuni sia alla costruzione di apposite aree cani di cui molti Comuni italiani sono ancora totalmente sprovvisti, sia alla gestione o alla costruzione dei canili e sia alle campagne di sterilizzazione di cani e gatti per la quale, come ogni anno, i soldi stanziati sono sempre troppo pochi rispetto a quelli necessari». Altra idea potrebbe essere quella di non prevedere multe troppo salate, tipo da 500 euro, «perché si presterebbero a ricorsi. Meglio sarebbe fare contravvenzioni secche da 3 0-40 euro. Ma farle davvero, in maniera costante».
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