Finanza
Ad Arcidosso come dame e cavalieri
Sara Landi
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IDEA Del sindaco di Arcidosso Emilio Landi L'idea del sindaco Landi per un matrimonio in costume nel Castello
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ARCIDOSSO. Per chi fin da bambina ha sempre sognato un matrimonio da principessa col proprio cavaliere presto il Comune di Arcidosso potrebbe avere la risposta. E per il giorno del sì sposi e invitati potranno rimettere indietro le lancette dell'orologio fino ai tempi del Medioevo. È il sindaco Emilio Landi a lanciare l'idea curiosa del matrimonio con rito civile in costume d'epoca medievale nella suggestiva cornice del Castello, simbolo architettonico e storico del paese, dove già da tempo si svolgono rievocazioni dei fasti della vita nei castelli medievali. «Per ora è solo un'idea - precisa Landi - ma la struttura del 1100, già usata per i matrimoni civili in abiti contemporanei. Pensiamo che con il supporto di qualche organizzazione come la Pro Loco questa idea potrebbe diventare realtà». L'associazionismo locale è dunque mobilitato e in Toscana può trovare un precedente abbastanza vicino, quello del Comune di Suvereto in provincia di Livorno dove le coppie possono scegliere di sposarsi in una sala del palazzo comunale vestiti in abiti medievali. Nel caso del paese della Val di Cornia il periodo individuato è quello delle Serate medievali. Il regolamento prevede anche l'esistenza di un'apposita commissione che dia consulenza per la confezione dei costumi indossati dagli sposi durante la cerimonia e ne valuti la rispondenza allo stile dell'epoca (XII-XIV secolo). Nessun costo per questo matrimonio che profuma di storia ma un unico vincolo è il numero chiuso: tre all'anno le coppie che possono sposarsi "come dame e dei cavalieri".
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