Il Tirreno

Grosseto

Tra i componenti politici e professori. L’obiettivo è dare un’alternativa agli Ogm sfruttando la microbiologia

Nasce il centro di ricerca agroforestale

<b>OGM </b>Si combattono con la microbiologia
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OGM Si combattono con la microbiologia

Domani il consiglio direttivo, collegherà il mondo accademico con la Maremma

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 GROSSETO. Si insedia all'istituto agrario "Leopoldo II di Lorena" il consiglio direttivo del Centro di Ricerche Strumenti Biotecnici nel settore agricolo-forestale (Crisba): un'eccellenza per la ricerca e la sperimentazione nella microbiologia del terreno sostenuta da Provincia, Fondazione Mps, Consorzio Agrario, Università di Pisa, la Scuola Superiore Sant'Anna e la Normale.  Il Centro diventerà un punto strategico di raccordo tra il mondo accademico e il territorio grossetano che potrà offrire strumenti biotecnici rispondenti, adeguati e sicuri in campo agro-alimentare e in quello delle energie che dalle produzioni agricole si possono ricavare. Un punto di eccellenza tutto maremmano che punta a dare risposte alternative e di alta specializzazione: no Ogm, meno chimica e più microbiologia sarà il motto del Centro. Domani alle 9, all'Isitp "Leopoldo II di Lorena" si riunirà per la prima volta il Consiglio Direttivo del Crisba composto da Patrizia Siveri e Enzo Rossi, assessori provinciali, Luigi Mucciarelli, vicedirettore del Cap, Anna Rita Borelli, dirigente scolastica dell'Isitp e da Giampaola Pachetti, direttrice del Centro. In quella occasione, sarà approvato lo statuto e nominato il comitato tecnico scientifico composto da Enrico Bonari della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, da Manuela Giovannetti Preside della Facoltà di Agraria, da Lorenzo Moncini Ricercatore del Crisba, Giovanni Vannacci direttore di Dipartimento dell'Università di Pisa e da Maria Rosaria Vergara ricercatrice della Scuola Normale Superiore di Pisa.  Centro di Ricerche Strumenti Biotecnici nel settore agricolo-forestale si compone di un laboratorio attrezzato con le più moderne apparecchiature scientifiche per lo studio della microbiologia del suolo e di una serra attigua anch'essa di nuovissima concezione - è stato aperto la prima volta nell'ottobre del 2008.  Nel primo anno di vita il Centro ha iniziato a collaborare con il Cap provinciale e con aziende vivaistiche private ottenendo ottimi risultati nel campo dell'applicazione dei microrganismi come bio-stimolatori di crescita e di produzione in alternativa ai concimi chimici e di bio-protettori in alternativa ai fitofarmaci su colture ortive. Inoltre l'attività del Centro è stata affiancata da progetti didattici per la formazione dei neo diplomati dell'Isitp"Leopoldo di Lorena". Per mancanza di fondi, il Centro è rimasto inattivo per circa un anno.  Il Centro oggi riparte, ampliando i campi di indagine microbiologica finalizzati all'impiego di diverse categorie di microrganismi utili all'agricoltura e alla trasformazione delle biomasse in biogas, affidando l'attività di ricerca ad un giovane laureato dell'Istituto, Lorenzo Moncini, e nominando un comitato tecnico scientifico.

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