Il Tirreno

Grosseto

La rabbia dei rocchigiani

«Solo la guerra ci aveva fermato»

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 ROCCATEDERIGHI. I rocchigiani ieri hanno diffuso questa lettera aperta. «Ora siamo veramente preoccupati. Non riusciamo ad immaginare nel nostro paese, la Rocca, un'estate senza palio». «Solo la guerra - ricordano i rocchigiani - aveva fermato la Festa; oggi invece bastano un sotto-sottosegretario e un geometra per cancellare con un colpo di spugna tradizioni radicate nella decantata Italia dei piccoli comuni. Un danno culturale, sociale e anche turistico inaccettabile».  Alla base di tutto «una ordinanza della sottosegretaria alla Salute Francesca Martini, la signora che fin dalla sua investitura si distingue per clamorosi provvedimenti in favore degli animali. In realtà la sensazione è che si tratti di atti spesso dettati dalla voglia di protagonismo più che dalla volontà di salvaguardare gli animali. Tra questi - per esempio - un recente provvedimento sui canili che imponeva ai gestori prescrizioni da fantascienza, tali da mettere in crisi le già precarie amministrazioni dei canili stessi, con drastiche scelte di dismissione. Insomma una norma che, come sta accadendo per i ciuchi, si era ritorta contro gli animali. Fortunatamente il Tar ha rimesso tutto in discussione e i cani hanno tirato un sospiro di sollievo. Ci sarebbe bisogno forse di un ricorso al Tar anche per i nostri ciuchi, ma il tempo è poco».  La lettera torna poi ad accendere i riflettori sulle «dichiarazioni dell'allevatore Narducci al quotidiano Il Tirreno, pubblicate sabato scorso». Dichiarazioni, dicono a Roccatederighi, «fin troppo eloquenti e drammatiche: "niente Palii niente lavoro... non mi resta che lo sgombero della stalla; biglietto di sola andata per i macelli dell'Emilia". Ecco cosa producono le fantasiose invenzioni normative di sedicenti amici degli animali: un incremento del mercato della mortadella. Questo modo di governare e fare politica a colpi di teatro porta solo disastri».  «Nel nostro caso, dulcis in fundo, l'ordinanza ministeriale, che ha effetto disciplinare, è finita all'esame dei soliti burocrati. Persone tutte di un pezzo, che ci tengono a fare bene il proprio lavoro. Risultato: un'applicazione restrittiva, che rende tutti tranquilli solo se si trasforma, per una sera, un paese in un ippodromo. Poco importa se i ciuchi vanno a passo d'uomo, se nessuno - durante il Palio - si è mai procurato un graffio, se un paesino come il nostro è costretto a spendere cinquantamila euro per organizzare una carriera. L'importante è applicare alla lettera (magari anche con un ulteriore carico di gravità) le direttive centrali. Ovviamente alla Rocca, a Campagnatico, a Vetulonia. In piazza del campo, invece...».

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