Gioco
Tribunale. Condannati un kazako e un albanese
Seguiti nel ritorno da Napoli con 150 dosi di eroina
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GROSSETO. "Pedinato" in auto lungo l'autostrada e l'Aurelia, quasi da Napoli e fino a Grosseto, da un poliziotto che aveva indagato su di lui e che, seppur fuori servizio, non aveva rinunciato a portare a termine l'operazione antidroga cui aveva partecipato tempo prima: perché gli era rimasta impressa quell'auto, una Stilo, che aveva seguito a lungo senza mai riuscire a incastrarlo. Quando sull'A1 a San Cesareo era stato superato da quest'auto, al poliziotto si era riaccesa la lampadina. Lui, Galym Zhadyrayev, 34 anni, nativo del Kazakstan e residente a Grosseto, era finito in manette all'uscita di Grosseto sud, il 15 febbraio 2009 insieme a un albanese, Elvis Saqe, 36 anni, anche lui abitante in città. A entrambi erano stati trovati 43 grammi di eroina, divisi in 150 confezioni, ritenuti il frutto dell'approvvigionamento a Napoli. E proprio questa contestazione ha costituito oggetto dell'imputazione davanti al giudice dell'udienza preliminare Marco Mezzaluna. Con il patteggiamento, sentenza adesso disponibile, i due - già tornati liberi dopo la convalida - hanno chiuso le loro pendenze con la giustizia: 1 anno 8 mesi 10 giorni e 5mila euro la pena per il kazako (doveva rispondere anche del possesso ingiustificato di metadone), 1 anno 8 mesi e 4mila euro per l'albanese, entrambi assistiti dall'avvocato Frediani (pm Gliozzi). La pena è stata sospesa e il giudice ha disposto la restituzione dei cellulari e di 580 euro sequestrati a Zhadyrayed. La sostanza stupefacente, che era stata recuperata dalla squadra mobile dopo essere stata vista volare dal finestrino del passeggero, dovrà invece essere distrutta. Sul mercato avrebbe fruttato oltre 7mila euro.
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