Il dolore
Sarà chiesta alla Prefettura un’interpretazione meno rigida delle norme
Palii, si muovono i sindaci
E la Lav ammette: «Queste corse non sono pericolose»
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Non accenna a placarsi il dibattito sulle insormontabili difficoltà che una mezza dozzina di paesi dell'entroterra stanno incontrando nell'organizzazione dei palii estivi (storici ed umoristici) con gli asini. Due giorni fa a Roccastrada c'è stata una lunga e partecipata riunione con il sindaco Giancarlo Innocenti, il vicesindaco Roberto Fenili e l'assessore Mario Straccali.
A loro è stata chiesta da una folta delegazione di cittadini una presa di posizione sul problema e una mediazione con la Prefettura. Altrettanto sarà fatto, dai comitati locali, a Castiglione e Campagnatico.
Martedì 13 luglio toccherà invece al presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras (e all'assessore al turismo Gianni Chelini) ricevere i rappresentanti delle associazioni di volontariato che da sempre organizzano queste manifestazioni, assolutamente incruente. Anche a Palazzo Aldobrandeschi sarà portata (e ascoltata) la voce di migliaia di persone.
Mentre la protesta dilaga sul web (su Facebook sono oltre 400 gli iscritti al gruppo "Non fermate i palii dei ciuchi in provincia di Grosseto") anche la Lav dice la sua, con toni tutt'altro che aggressivi. Giacomo Bottinelli, leader provinciale degli animalisti, conosce questo tipo di competizioni: «Ovviamente la nostra idea di fondo è il rispetto degli animali, della loro natura, che contrasta con certi utlizzi; l'ordinanza Martini - seppure non ci soddisfi fino in fondo - è giusto che venga applicata, rispettata. Tuttavia non abbiamo gli occhi bendati: esaminando certe corse e le statistiche sugli incidenti emerge chiaramente la differenza tra i palii e le giostre con i cavalli di Siena, Asti, Foligno, Oristano solo per fare degli esempi, e le brevi carriere che si svolgono qui, in estate, con i somari...»
«Di fronte al ricatto di qualche allevatore, che minaccia di macellare i ciuchini se non potranno più correre i palii - spiega Nadia Zurlo, responsabile nazionale della Lav equidi - l'unica cosa che possiamo fare è definirla un'azione ignobile. Lo sfruttamento degli animali a fini ludici deve finire. Il ciuco più che mai non è animale da prestazione, ma da affezione...»
A Roccatederighi, lunedì sera, si era svolta un'animata riunione con le contrade, il Comitato di garanzia del palio e i vertici della Pro loco. E' stato deciso di non interrompere l'iter per ottenere i permessi che esulano dalle competenze della commissione provinciale: chiusura strade e allestimenti vari. Nei prossimi giorni verrà definita la scelta del mossiere e dei giudici di percorso, mentre è confermato il contatto per un'esibizione degli sbandieratori di Capalbio e con la ditta Simiani per l'illuminazione. (g.b.)
A loro è stata chiesta da una folta delegazione di cittadini una presa di posizione sul problema e una mediazione con la Prefettura. Altrettanto sarà fatto, dai comitati locali, a Castiglione e Campagnatico.
Martedì 13 luglio toccherà invece al presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras (e all'assessore al turismo Gianni Chelini) ricevere i rappresentanti delle associazioni di volontariato che da sempre organizzano queste manifestazioni, assolutamente incruente. Anche a Palazzo Aldobrandeschi sarà portata (e ascoltata) la voce di migliaia di persone.
Mentre la protesta dilaga sul web (su Facebook sono oltre 400 gli iscritti al gruppo "Non fermate i palii dei ciuchi in provincia di Grosseto") anche la Lav dice la sua, con toni tutt'altro che aggressivi. Giacomo Bottinelli, leader provinciale degli animalisti, conosce questo tipo di competizioni: «Ovviamente la nostra idea di fondo è il rispetto degli animali, della loro natura, che contrasta con certi utlizzi; l'ordinanza Martini - seppure non ci soddisfi fino in fondo - è giusto che venga applicata, rispettata. Tuttavia non abbiamo gli occhi bendati: esaminando certe corse e le statistiche sugli incidenti emerge chiaramente la differenza tra i palii e le giostre con i cavalli di Siena, Asti, Foligno, Oristano solo per fare degli esempi, e le brevi carriere che si svolgono qui, in estate, con i somari...»
«Di fronte al ricatto di qualche allevatore, che minaccia di macellare i ciuchini se non potranno più correre i palii - spiega Nadia Zurlo, responsabile nazionale della Lav equidi - l'unica cosa che possiamo fare è definirla un'azione ignobile. Lo sfruttamento degli animali a fini ludici deve finire. Il ciuco più che mai non è animale da prestazione, ma da affezione...»
A Roccatederighi, lunedì sera, si era svolta un'animata riunione con le contrade, il Comitato di garanzia del palio e i vertici della Pro loco. E' stato deciso di non interrompere l'iter per ottenere i permessi che esulano dalle competenze della commissione provinciale: chiusura strade e allestimenti vari. Nei prossimi giorni verrà definita la scelta del mossiere e dei giudici di percorso, mentre è confermato il contatto per un'esibizione degli sbandieratori di Capalbio e con la ditta Simiani per l'illuminazione. (g.b.)
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