Il Tirreno

Grosseto

Ergastolo. La vicenda dell’omicidio Coli

Indulto per Innocenti Stop all'isolamento diurno

P.S.
<b>CONDANNATO.</b> Francesco Innocenti
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CONDANNATO. Francesco Innocenti

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 GROSSETO. Francesco Innocenti, l'imprenditore arcidossino condannato all'ergastolo per l'omicidio dell'8 marzo 2004 del commercialista Ausonio Coli, ha beneficiato dell'indulto. Uno "sconto" di legge che non avrà comunque effetti sulla durata della pena, perché l'ambito di applicazione dell'indulto - in questo caso - è limitato all'isolamento diurno: e questa sanzione è già stata scontata.  A distanza di oltre quattro anni dalla sentenza di primo grado e completato tutto l'iter fino al passaggio in giudicato, la giustizia è tornata ad occuparsi del caso dell'imprenditore oggi 48enne - recluso a Volterra - che ha sempre reclamato la propria estraneità al delitto. Una questione "tecnica" partita dal procuratore capo Francesco Verusio che nel gennaio scorso aveva chiesto, legge 241 del 2006 alla mano, di applicare l'indulto nella misura di 3 anni di reclusione. La richiesta ha comportato un'udienza della Corte di assise: l'ha presieduta il giudice Giovanni Puliatti, lo stesso del processo di primo grado, con a latere il dottor Marco Bilisari. Insieme ai sei giudici popolari, i magistrati hanno riconosciuto la competenza in qualità di giudici dell'esecuzione e l'applicabilità dell'indulto. E data la pena irrogata, hanno stabilito che l'indulto in questo caso può incidere solo sull'isolamento diurno, se non già scontato, come dovrebbe essere già avvenuto. La decisione è stata già recapitata a Innocenti.  Questi fa sentire ancora la propria voce mediante un sito internet. Nel quale inserisce tutti i passi da lui compiuti, anche dopo che la sentenza è passata in giudicato, per reclamare la propria innocenza. Sono già venti le lettere aperte indirizzate alla cittadinanza di Arcidosso mediante il web. L'ultima riguarda l'estensione fallimentare, da lui ritenuta profondamente ingiusta. Secondo le motivazioni della condanna, l'estensione del fallimento recapitatogli la mattina dell'8 marzo sarebbe stato la causa scatenante dell'omicidio.

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