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Frode al fisco, via un milione di euro

Frode al fisco, via un milione di euro

Denunciati due imprenditori, scoperti anche 17 lavoratori a nero

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CIVITELLA PAGANICO. Una frode fiscale milionaria. E due imprenditori finiti nei guai. Perché alla fine dell'anno non avevano presentato le dichiarazioni dei redditi. Evadendo un milione di euro di Iva, su cinque milioni di redditi non dichiarati. Le fiamme gialle hanno anche scoperto 17 lavoratori al nero oltre a fatture false per un altro milione di euro. Due aziende, che prendevano in concessione vaste aree di bosco per tagliare il legname e poi rivenderlo. Terreni che venivano presi in concessione sia da privati che da enti. Gli uomini della finanza agli ordini del comandante Fernando Greco, hanno scoperto che in realtà, il sistema per frodare il fisco messo in atto dai due imprenditori, era molto semplice. Durante l'anno, nei registri delle imprese veniva documentata con fatture regolari tutta la contabilità. Solo che poi, a fine anno, non veniva presentata la denuncia dei redditi. E i milioni che sarebbero dovuti finire nelle casse dello Stato, non ci arrivavano.  Due aziende, entrambe di Civitella Paganico, che avevano dimensioni diverse. Gli investigatori si sono accorti, che l'azienda più piccola per dimensione, quella peraltro dove sono stati trovati i 17 lavoratori a nero, era anche quella che aveva evaso di più.  Perché dal 1998, da quando cioè aveva cominciato la propria attività, non aveva mai presentato la dichiarazione dei redditi. E aveva anche sovrafatturato per oltre un milione di euro. E il reddito che non è stato dichiarato dalle due aziende è di cinque milioni di euro.  Il rapporto che è arrivato sul tavolo della procura, stilato dalle fiamme gialle, comprende ipotesi di reato che vanno dalla omessa presentazione della dichiarazione dei redditi ed emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.  Tra gli altri metodi utilizzati dalle aziende per evadere il fisco, gli uomini delle fiamme gialle hanno anche accertato che molte delle transazioni venivano fatte in contanti. Per importi che però erano superiori ai limiti stabiliti dalla normativa di antiriciclaggio. Anche per questo reato, i due imprenditori sono stati denunciati.

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