Il Tirreno

Grosseto

Dopo l’incontro con Manciulli

Pd alla resa dei conti va verso il congresso

<b>INCONTRO </b>Tra i vertici provinciali e il segretario regionale Andrea Manciulli
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INCONTRO Tra i vertici provinciali e il segretario regionale Andrea Manciulli

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 GROSSETO. Il Pd serra le fila. Lunedì il segretario regionale Andrea Manciulli ha ricevuto i big maremmani dopo le polemiche conseguenti all'avvicendamento di Saimo Biliotti alla presidenza del Coseca e in vista del congresso provinciale in autunno ad oggi tutt'altro che unitario.  Lo schiaffo dei capoluoghi (Grosseto e Follonica) alle periferie, le difficoltà nella regia provinciale, i rapporti non proprio amorevoli tra i vertici di Provincia e Comune, seppure con una terminologia diversa, sono stati i tre principali temi all'ordine del giorno.  Maniciulli ieri, a 48 ore di distanza dall'incontro, ha commentato così la riunione fiorentina: «Abbiamo avviato il percorso verso il prossimo test elettorale, importantissimo, che riguarderà molti comuni della provincia, tra cui il capoluogo, Orbetello, Castiglione e Scansano. Per questo anche l'appuntamento congressuale sarà incentrato sull'obiettivo delle elezioni amministrative e deve fin da ora essere affrontato con un lavoro che tenda all'unità». Durante la riunione sono stati affrontati alcuni problemi emersi negli ultimi giorni, «facendo ritrovare - sono parole di Manciulli - uno spirito unitario forte» e «una stretta collaborazione politica e istituzionale tra i diversi livelli di governo in mano al centrosinistra, in particolar modo tra l'amministrazione provinciale e il capoluogo».  Secondo Manciulli «il centrosinistra a Grosseto e Provincia in questi ultimi anni, anche con il recente passaggio delle regionali, si è rafforzato e radicato. L'unità del Pd quindi è la priorità in vista delle amministrative». Il leader toscano, insomma, non è entrato nei dettagli, limitandosi a gettare acqua sul fuoco. Dal comunicato resta difficile capire chi sia uscito rafforzato e chi bacchetto. A Grosseto, infatti, nessun dei big del partito, ha aperto bocca. "Abbiamo stabilito che ad uscire sia il solo Manciulli. Qualcuno sui giornali ha scritto inesattezze».  Non è invece un'invenzione dei giornali il malcontento dei Franceschiniani, che fanno capo a Bastianini e Capperucci, a cui non è andato giù che la loro corrente non sia stata neppure presa in considerazione al summit fiorentino. (g.b.)

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