Il Tirreno

Grosseto

«Dateci un tratto di spiaggia»

Enrico Giovannelli
<b>KITESURFISTI. </b>Da sinistra Gino Bernardini. Diego Roghi e Sandro Giustarini
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KITESURFISTI. Da sinistra Gino Bernardini. Diego Roghi e Sandro Giustarini

I surfisti castiglionesi: «Questo sport è risorsa per il turismo»

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 CASTIGLIONE. Non ci stanno i kite surfisti di Castiglione: le polemiche innescate dopo la raffica di multe elevate dalle autorità al chilometro 28 di Fiumara domenica scorsa, ha fatto ribollire e agitare un'intera comunità. Ma non per fare "una guerra tra poveri" - sottolineano.  «Non siamo contro nessuno» dicono, ma anzi per trovare soluzioni e lanciare idee. A Castiglione il gruppo di quelli che fanno kite surf è una cosa seria: da tanti anni esistono diverse associazioni e il numero di iscritti supera le 100 unità. Ragazzi che si conoscono tutti e che sanno stare insieme. E' bastato un giro di telefonate e al negozio di Gino Bernardini, il Loco Mosquito in via Colombo, proprio di fronte al porto canale, la discussione si è accesa in un attimo. Proprio Bernardini, carte alla mano, ha voluto sottolineare quello che sta avvenendo: «Già nel 2005 avevamo chiesto al Comune di poter avere una spiaggia dove poter fare kite surf. Avevamo raccolto 500 firme, ma poi dopo qualche promessa non è successo ancora niente». Gino lo conoscono tutti: italo-francese, si è innamorato del nostro mare e ha deciso di stabilirsi qui. Oltre al negozio che gestisce dal 2003, è il titolare anche della scuola di kite, e quasi tutti hanno imparato da lui questa disciplina. Continua Bernardini: «Ho letto quello che è successo a Fiumara. Purtroppo però bisogna sottolineare che il kite ha bisogno di spazio. E' impensabile pretendere che un surfista possa usare senza problemi il corridoio di lancio largo solo 30 metri. Magari uno esperto ci riesce, ma tanti hanno sicuramente delle difficoltà. Le regole vanno rispettate, ma è proprio per questo che magari sarebbe meglio avere una spiaggia dedicata. Come del resto ci sono in tanti altri litorali». La pensano così anche Diego Roghi e Sandro Giustarini, ma anche Sandro Mugnai che insieme a Riccardo Bargagli ha creato l'associazione Akwc, che qualche hanno fa diede vita alla kermesse CastelKite, che radunò sulla spiaggia castiglionese oltre 500 appassionati per un paio di giorni. Tutti comunque ci tengono a sottolineare che il problema della sicurezza della balneazione da parte dei kite surf va affrontato in un modo completamente diverso: «Quando andiamo anche noi al Km 28, siamo i primi a spiegare a tanti come comportarsi, ma non è facile - raccontano in coro». Le amministrazioni devono pensare che questo sport è una risorsa importante. Sempre Gino Bernardini ha aggiunto: «Io faccio promozione turistica. Non vi dico quante persone mi chiedono dove alloggiare e stare, o magari dove mangiare. E io mi sono attrezzato suggerendo agriturismi e ristoranti. Il kite surf si pratica tutto l'anno, e le nostre coste sono perfette. Però vanno trovate delle soluzioni. Se ci sono spiagge dedicate ai cani, o ai nudisti, perché non pensare di trovare un tratto per i kite surfisti?».

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