Il Tirreno

Grosseto

L’accusa dopo il blitz di capitaneria e municipale che ha portato a decine di multe

Scoppia la guerra dei kitesurfer

Francesca Ferri
Scoppia la guerra dei kitesurfer

Il titolare dell'area di Fiumara: qui rispettiamo le regole, non altrove

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MARINA DI GROSSETO. «La "terra di nessuno" del kite non è Fiumara, ma 5 chilometri a nord». Dopo la retata di domenica scorsa di carabinieri, Municipale e capitaneria sul litorale di ponente ai danni di kiter e automobilisti, Alessandro Tonini, titolare del Kite Beach Fiumara dice: il kite non è un mostro che ingoia i bagnanti ma una pratica che, se fatta con attenzione, è inoffensiva e divertente. «Leggo con rammarico - spiega Tonini - che Fiumara è definita "terra di nessuno" e che i bagnanti vedono nei kiter un pericolo. Per fortuna non è così, almeno per quanto riguarda il Kite Beach Fiumara. E non lo sarebbe in nessun posto se tutti rispettassero l'ordinanza di balneazione, come facciamo qua». L'ordinanza stabilisce che il kitesurf, come il windsurf, può essere praticato in aree dedicate e che la navigazione deve avvenire in un tratto di mare distante almeno duecento metri dalla costa, a cui si accede attraverso un corridoio di lancio protetto da boe e largo quanto l'intero tratto di spiaggia in concessione all'area sportiva. «Nel nostro caso - spiega Tonini - abbiamo a disposizione centoventi metri di litorale e un altrettanto ampio canale di lancio segnalato, come prevede la legge, con sette boe per lato. In questo modo, kitesurfisti e bagnanti possono convivere senza problemi».  Diversa è la situazione qualche chilometro più a nord, all'altezza del fatidico chilometro 28 al confine tra il comune di Grosseto e quello di Castiglione della Pescaia. Lo stesso popolo dei kitesufisti lo ha ribattezzato "terra di nessuno". «Lo chiamano così - spiega Tonini - perché è un tratto di spiaggia libera dove alcuni kiter hanno deciso di praticare questa attività, ma non ci sono né strutture né regole. È lì il vero pericolo». I kiter qui arrivano a navigare a pochissimi metri dal bagnasciuga, sfiorano i bagnanti e mettono a rischio la loro incolumità. «Le 14 contravvenzioni elevate sabato scorso - spiega Tonini - sono state fatte a chi non indossava casco e giubbotto e a un gestore che non aveva il corridoio di lancio. Ma al chilometro 28 le uniche multe fatte hanno riguardato i parcheggi di auto e moto mentre proprio lì servirebbero piuttosto controlli specifici sui kitesurf».  Diverso il discorso per chi si rivolge a strutture abilitate. «Il kitesurf - prosegue Tonini - è uno sport piuttosto costoso e questo aspetto da un lato ne fa una risorsa per il territorio, perché attira un turismo di un certo livello, soprattutto da fuori provincia; dall'altro garantisce utenti maturi e responsabili. Nelle giornate ventose arriviamo a ospitare un centinaio di appassionati ai quali offriamo istruttori professionisti e la garanzia di praticare lo sport in tutta sicurezza. Non a caso siamo scuola ufficiale Rrd, Roberto Ricci Design, un professionista grossetano che da 15 anni è uno dei leader mondiali nella progettazione e costruzione di tavole da windsurf, kitesurf e vele. I prototipi sono testati qui da noi e, non a caso, sempre qui vengono a fare surf campioni del calibro di Sebastien Garat e, naturalmente, l'olimpionica Alessandra Sensini».  E sulla paventata idea di spostare l'intera area destinata al kite altrove, Tonini non ha dubbi: «Non servirebbe a niente. Nella zona di Fiumara oltre al Kite Beach Fiumara ci sono altre due strutture (Sunset beach e Km31, ndc), tre zone in tutto individuate da tempo per questo sport e scelte non a caso. Ripeto: basterebbero più controlli per far rispettare le regole e non ci sarebbero problemi».

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