Il Tirreno

Grosseto

Parco senza vertici, il Pdl accusa

<b>INSIEME.</b> Monica Faenzi con Luca Agresti e Andrea di Meglio (a destra)
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INSIEME. Monica Faenzi con Luca Agresti e Andrea di Meglio (a destra)

«Pd diviso sulle poltrone. E lo statuto dov'è?»

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 GROSSETO. Continua lo scontro fra Pd e Pdl sul Parco archeominerario delle Colline metallifere. Prima a finire sul banco degli imputati, un paio di mesi fa, il ministro Stefania Prestigiacomo, accusata dal Pd di non aver rinnovato (o almeno prorogato) i vertici del Parco in scadenza, mettendo così a rischio la candidatura del Parco stesso alla prestigiosa rete Unesco. Il ministro, da parte sua, seppure in ritardo alla fine ha nominato il nuovo presidente (Luca Agresti, coordinatore provinciale del Pdl), e adesso è il Pdl locale a puntare il dito contro le divisioni nel centrosinistra che starebbero bloccando - per mere questioni di poltrone da spartire - le necessarie nomine degli enti locali (tutti a marchio Pd) nel comitato di gestione.  Una tesi che l'altro giorno il presidente della Provincia, Leonardo Marras, ha respinto al mittente, ma sulla quale invece il Pdl insiste. Aprendo un ulteriore fronte di polemica, quella sullo statuto del Parco, che ad oggi ancora non c'è e - dice Andrea Di Meglio, responsabile comunicazione e immagine del Pdl - solo per colpa dei vertici uscenti (centrosinistra) dell'ente. «I ritardi attuali sono da imputare al centrosinistra ed esistono difficoltà nel trovare la quadra sulle quattro designazioni che spettano alle istituzioni locali», attacca Di Meglio. Che poi affronta la "minaccia" paventata da Marras: la possibilità cioè che gli enti locali scelgano l'autogestione "eliminando" la presenza del governo. «Per quanto ci riguarda - dice Di Meglio - posso assicurare che non si aprirà alcuna stagione di guerriglia politico-istituzionale. Invito quindi Marras, i sindaci ed ex sindaci del territorio a non strumentalizzare la questione e a non minacciare prese di posizione che avrebbero come unico risultato la deflagrazione del Parco». Perché - chiosa Di Meglio - «il quadro di instabilità a cui fa riferimento Marras deriva da una palese mancanza del precedente Comitato di gestione, che negli ultimi anni ha scientificamente rinunciato a definire lo Statuto, strumento che avrebbe garantito le certezze e la continuità da tutti auspicata». Una questione, quella dello statuto, che per molti sarà decisiva. E sulla quale, probabilmente, la "guerriglia" che il Pdl assicura di non volere diventerà guerra aperta.

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