Il dolore
Molestie on-line a Monica Faenzi
Federico Lazzotti
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SU FACEBOOK. Le offese sul profilo di Monica Faenzi Caccia al responsabile, si firma "Anarchico comunista"
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GROSSETO. Il nome in codice è "Anarchico comunista" e attraverso questo pseudonimo ha più volte molestato e ingiuriato con offese a sfondo politico e sessuale il sindaco e deputato Pdl Monica Faenzi presentandosi come un «nuovo partigiano» pronto con ogni mezzo a combattere «la dittatura fascista». Teatro della persecuzione è stato il profilo Facebook della candidata del centrodestra alla carica di governatore alle ultime elezioni regionali. È stata la stessa Faenzi nell'aprile scorso a presentarsi, documenti alla mano, negli uffici della polizia per sporgere denuncia. Chi c'è dietro al profilo di questo molestatore multimediale? È a questa domanda che da oltre tre mesi gli investigatori della Postale di Grosseto in collaborazione con i colleghi della Digos di Firenze, ai quali è stato inviato tutto l'incartamento, stanno cercando di dare una risposta. Gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Coniglio, hanno in mano una decina di messaggi postati sul profilo del sindaco a cui si è aggiunta una traccia ip e a una connessione dalla quale sarebbero partiti i messaggi. Tre elementi che stanno dando corpo a un identikit che potrebbe svelare a breve l'identità che si cela dietro al profilo di "Anarchico comunista". Fosse identificato e denunciato per diffamazione il molestatore rischierebbe da sei mesi e tre anni di carcere e una multa che parte da 500 euro. Ma quello che sarebbe oneroso sarebbe l'eventuale risarcimento danni in sede civile. Secondo quello che ha raccontato il deputato del Pdl, le offese sarebbero iniziate all'indomani delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo scorso perse nella sfida contro Enrico Rossi e sarebbero proseguite praticamente fino alla seconda metà di aprile. Raramente allo stesso orario, il molestatore faceva quando riferimenti sessuali mettendo in dubbio dignità e percorso della Faenzi, quando invece si limitava a definirla una «fascistella». Nel dossier preparato dalla vittima delle molestie e presentato alla polizia ci sono una decina di messaggi, salvati e subito cancellati dalla bacheca del sindaco. Il tenore dei post, come detto, è per lo più quello a sfondo sessuale. Ma c'è un altro aspetto della vicenda che ha fatto alzare le antenne agli agenti della Digos. E si tratta delle minacce e dei proclami con un chiaro sfondo politico. Uno dei messaggi registrati dagli inquirenti recita: «Sono un nuovo partigiano per abbattere con ogni mezzo lecito o meno la dittatura mafiosa, fascista e razzista». La domanda a cui stanno cercando di rispondere anche alla Digos di Firenze è se dietro allo pseudonimo si celi, come appare probabile, un singolo esaltato oppure ci sia qualcosa di più serio. Intanto gli investigatori stanno aspettando di inserire gli ultimi tasselli informatici per risolvere il puzzle e dare un nome all'" Anarchico comunista".
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