Il Tirreno

Grosseto

Abbattuto grande faggio rosso

I residenti della zona di Bagnolo sono furibondi «L'albero aveva quasi 100 anni ed era l'ultimo»

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 BAGNOLO. Una località alla ricerca di un nome nuovo. Una volta si chiamava La Faggia, un gruppetto di case dove in estate, la sera, si veglia ancora nelle strade e davanti alle case, dove qualcuno fa ancora le sedie a mano e troppo pochi cercano di mantenere vive le tradizioni, che sono le nostre radici. I giovani non ci sono quasi più, ma i vecchi raggiungono anche i cento anni. Tradizioni, vecchiaia... sinonimi di saggezza.  «Macché - scrive Sabina Romagnoli a nome degli abitanti della Fagia -, il 5 luglio alla Faggia qualcuno è impazzito e l'ultimo faggio rosso, quasi centenario, è stato abbattuto e con lui il simbolo della nostra località. Nessuno ha potuto fare niente per evitare questo scempio. Quali le ragioni? Forse la troppa ombra in questa calda estate avrebbe dato troppa frescura? Non sarà perché i vecchi non sono più saggi e i meno vecchi non sono più capaci di pensare? Ancora un'altra domanda: non bastava sfrondare l'elegante chioma rossa? Tale bellezza riusciva a mimetizzare l'evidente discarica a cielo aperto, sulla strada principale, ricca di ogni materiale, comprese due canne fumarie di enernit. Ci si chiede perché chi ha permesso supinamente il taglio dell'imponente faggio non abbia abbastanza occhi per far bonificare e mettere in sicurezza tali materiali dannosi per la salute. Intanto la Faggia ha perso la sua istituzione e forse anche il suo nome. Con questa considerazione - conclude la lettera apartea - vorremmo solo sensibilizzare tutti i cittadini e le istituzioni».

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