Finanza
Eroina e cocaina: condannato
Pierluigi Sposato
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PENTITO Mutolo Cinque anni a un catanese, quattro assoluzioni Il processo era nato dalle parole del pentito Mutolo
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GAVORRANO. Una condanna, quattro assoluzioni, una dichiarazione di incompetenza territoriale con invio degli atti a Prato. È la sentenza che il collegio (Corasaniti presidente, Bilisari, Casoli) ha emesso al termine del processo per il traffico di droga che venti anni fa avrebbe avuto per epicentro il podere di Gaspare Mutolo. Un podere nelle campagne di Gavorrano. È stata questa una riedizione del maxi processo del 1996-1997 celebrato nell'aula bunker di via Lago di Varano, ora palasport. Soltanto Sebastiano Romano, 60 anni, di Catania e abitante a Castelnuovo Magra, è stato giudicato colpevole dei reati contestati e comunque solo per una parte: 5 anni e 4 mesi più 20 mila euro per la compravendita di eroina e cocaina (1 chilo ogni 15 giorni secondo l'accusa, periodi settembre 1988-gennaio 1989 tra Gavorrano, Aulla e Sestri Levante, e gennaio-ottobre 1990). È stato anche interdetto dai pubblici uffici in perpetuo. Romano è stato invece assolto per le banconote da 50 dollari contraffatte (1988-1991): il fatto non sussiste. Stessa formula per Aurelio De Luca, 52 anni, originario di Napoli e abitante a Prato (spaccio di hashish, cocaina ed eroina tra Gavorrano, Somma Lombarda e Prato - agosto 1988-febbaio 1992), Francesco Tudino, 55 anni, di Positano e abitante a Follonica (hashish, cocaina ed eroina - era l'unico presente all'udienza); Franco Teotonico Saponara, 47 anni, di Bovino e abitante a Prato (hashish, cocaina ed eroina); Claudio Polloni, 57 anni, di La Spezia (cocaina ed eroina). Tutti più o meno coinvolti dalle dichiarazioni di Gaspare Mutolo, che un paio di mesi fa era tornato in Maremma per testimoniare. Il collegio ha dichiarato la propria incompetenza a giudicare sulle contestazioni relative a Francesco Lombardo, 61 anni, di Palermo e abitante a Buggiano. I magistrati - che sono rimasti a lungo in camera di consiglio per la sentenza - hanno accolto l'eccezione del difensore, Massimiliano Arcioni, rinnovata anche in sede di arringa: lo stesso Mutolo, aveva indicato una "piazza" diversa da quella di Gavorrano. Al super pentito il difensore aveva tra l'altro contestato la genericità delle sue affermazioni sui quantitativi di droga trafficati; e aveva ritenuto non utilizzabili (sulla base del processo di appello ad Andreotti) le conferme fornite dal figlio Vito. Per quanto riguarda l'accusa, sono state solo parzialmente accolte le richieste del pm Salvatore Ferraro, che aveva ereditato il fascicolo dal dottor Massimiliano Rossi. Il sostituto procuratore aveva sollecitato l'assoluzione solo per De Luca e Tudino («non è stata raggiunta una prova sufficiente»). Per Lombardo aveva chiesto 6 anni e 30mila euro; per Romano 6 anni, 4 mesi e 35mila; per Saponara 4 anni, 6 mesi e 10mila; per Polloni 3 anni, 6 mesi e 10mila. I giudici hanno preso 90 giorni di tempo per depositare le motivazioni. Gli imputati erano assistiti dagli avvocati Guiscardo Allescia (De Luca, Saponara e Romano), Franco Ciullini (Tudino), Marco Picchi (Polloni).
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