Il dolore
Scampanata a festa per Fedora
Fiora Bonelli
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GRANDE. È la seconda volta che Fedora batte tutti in piazza del Campo Il parroco aveva benedetto la cavalla che è cresciuta sull'Amiata
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CASTEL DEL PIANO. Inaspettata scampanata a festa a Castel del Piano la sera di venerdì 2 luglio verso le 20,15. Uno scampanio che non si era sentito neppure il sabato santo quando si slegano le campane per la vigilia di Pasqua. Invece c'era veramente una festa grande da celebrare: e ci ha pensato Don Giovanni Zecca, parroco del borgo amiatino, a farlo. Il prete ha animato l'ora di cena dei casteldelpianesi dopo aver visto in televisione il Palio di Siena. Perché per la carriera senese della Madonna di Provenzano del 2 luglio, il cavallo vincitore, Fedora Saura, è stato allevato a Castel del Piano e benedetto prima di partire, da Don Giovanni Zecca. E per di più Don Giovanni, oltre che ad essere stato cappellano degli alpini di Bressanone, è stato anche parroco di una cittadina vicino a Siena. Come dire che il Palio ce l'ha nel sangue. «Ho benedetto Fedora - racconta - nella cappella del Noceto, quella acquistata dalla famiglia di Augusto Posta, proprietario del cavallo. Ho benedetto con l'acqua nuova del sabato santo tutti i cavalli del suo allevamento, ma ho riservato una speciale benedizione proprio a Fedora Saura, visto che questa splendida cavalla già una volta aveva portato il Cencio nella Contrada dell'Oca. E la benedizione ha funzionato, perché questa volta il drappo l'ha portato alla Selva». Augusto Posta, il proprietario del cavallo, sono già tre volte che con i suoi berberi vince il Palio di Siena: la prima volta con Votta Votta che corse la carriera per la Chiocciola, e queste due ultime volte con Fedora. Un albo d'oro di famiglia che tanti appassionati di Palio di Castel del Piano sanno a memoria, come lo sa l'assessore ai lavori pubblici Salvatore Panebianco, a lungo capitano della Contrada Le Storte di Castel del Piano. Un esperto. «A sentire quelle campane a festa - racconta - ho pianto, quando ne ho capito il perché; Don Giovanni me ne ha dato la conferma affacciandosi alla finestra. Con Don Giovanni siamo, per così dire, dirimpettai, ma c'è di più: sulla facciata del mio palazzo è scolpita una Madonnina di Provenzano, quella per la quale si corre la carriera del 2 luglio. Tutto combacia, insomma. Benedizione del parroco, aiuto della Madonna e bravura dell'allenatore di Fedora, quel fantino Mureddu che ha corso per noi anche a Castel del Piano». Ma non si è commosso solo Panebianco: l'emozione è stata generale e alle 20,15, molti si sono affacciati alla finestra per conoscerne il perché di tanta allegria e per ringraziare, poi, il parroco, che con la sua iniziativa aveva reso ancor più tangibile il legame viscerale che c'è fra Castel del Piano e Siena, il cui vessillo sfila per primo nel corteo storico del Palio delle Contrade di Castel del Piano per l'8 di settembre.
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