Sicurezza
Rifiuti pericolosi alla cantoniera
Renzo Wongher
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CANTONIERA. La casa e, sotto, il pezzo di metallo che spunta dal terreno Fermata dopo mesi la perdita d'acqua e rimosso il cantiere è rimasto un lungo "spezzone" di acciaio che sporge dal terreno
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PORTO S. STEFANO. Dopo le proteste di numerosi cittadini e l'intervento delle istituzioni, i dipendenti dell'Acquedotto del Fiora, sia pur dopo mesi, hanno riparato la tubazione lesionata dalla quale fuoriusciva l'acqua che invadeva la carreggiata della bretella Pozzarello-Valle e finiva nel piccolo arenile della "Cantoniera". Ora le proteste fioccano perché su quel tratto di strada che dà accesso alla omonima spiaggia e quindi frequentatissima, si è instaurata da quest'inverno una situazione non solo esteticamente negativa, ma soprattutto pericolosa. Accanto alla strada sorge il manufatto tanto contestato la cui realizzazione è stata interrotta senza che l'opera sia stata portata a termine. Intorno al palazzetto, al momento dello stop ai lavori era stato posto il "cantiere" che conteneva tutti i materiali necessari alla costruzione. In un primo tempo l'area era stata recintata con rete ombreggiante, quest'inverno il vento ha abbattuto la fragile barriera e da quel momento senza nessuna discontinuità con la sede stradale della bretella, è riemerso il cantiere edile. A peggiorare questa situazione indescrivibile è avvenuto che, come in tutte le aree abbandonate, si sono accumulati intorno alla costruzione rifiuti di ogni genere, brutti e pericolosi, come per esempio un paletto di ferro che sporge per una quarantina di centimetri dal terreno al limite della sede stradale: una spada pronta a infilzare il disgraziato che vi cadesse sopra. Un oggetto veramente pericoloso, che andrebbe tolto prima che si parli di qualche tragedia.
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