Finanza
Gabriella Lepri guida il centro antiviolenza al quale si rivolgono decine di donne
«Per denunciare servono anni e forza»
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CENTRO ANTIVIOLENZE Gabriella Lepri 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Per trovare il coraggio di denunciare bisogna combattere e vincere la battaglia con il senso di colpa che tutte le persone che hanno subito abusi sessuali portano con sé. È una guerra che può durare anni, ecco perché spesso serve così tanto tempo prima di prendere coscienza di quello che è successo e fare denuncia». Gabriella Lepri guida l'associazione che gestisce il centro antiviolenza di via Trieste. Ogni anno a questa porta bussano decine di donne che vogliono iniziare un percorso per uscire dal buio. Come si fa a trovare il coraggio per presentarsi da voi? «Il percorso parte dentro la vittima: deve essere abbastanza forte per affrontare il passato e rimuovere l'idea sbagliata di sentirsi complice della violenza e non vittima quale invece è». Qual è la situazione più difficile da affrontare? «Senza dubbio quella in cui la violenza viene consumata da un parente stretto. In particolare se è il padre il danno psicologico è ancora peggiore se possibile. È devastante nella psiche di un bambino perché la vittima da lui si aspetta protezione e non violenza. Inoltre c'è il rapporto con la madre che spesso si tende a tenere all'oscuro di quello che accade». Qual è il ruolo degli operatori? «Quello di assistenza e di collegamento. L'ultimo caso che abbiamo affrontato è stato quello di una signora che dopo le violenze subite da bambina aveva rimosso completamente gli episodi, ma nonostante questo succedeva spesso che avesse problemi di salute e dovesse essere ricoverati in ospedale. Quando ha bussato alla nostra porta abbiamo cercato di darle tutti gli strumenti per prendere coscienza di quello che aveva subito e pianificare con lei un percorso per superare il passato».
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