Sicurezza
Abusi e violenze sulla figlia adottiva
Federico Lazzotti
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VIOLENZE Ai danni della figlia adottiva di appena 13 anni L'uomo, 57 anni, è accusato anche di lesioni e maltrattamenti
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GROSSETO. Per scappare da anni di violenze e soprusi a 18 anni ha fatto le valigie per andare a vivere da alcuni parenti. Quattro anni dopo, quando aveva deciso di fare giustizia con il passato, il male del padre adottivo l'ha raggiunta un'altra volta. Non più attraverso violenze sessuali, patti segreti e silenzi, ma con messaggi, botte e appostamenti dopo aver saputo di essere stato denunciato da quella bambina diventata donna senza aver dimenticato gli anni dei dolori che era stata costretta a subire. Le armi proibite usate da questo operaio di 57 anni, scrive il gip Marco Mezzaluna dell'ordinanza di custodia cautelare - sono «la condizione di inferiorità psichica della ragazza, la differenza di età e la posizione di genitore». Sono serviti cinque mesi di indagine ai carabinieri di Follonica per ricostruire il rapporto tra padre e figlia, oggi ventunenne. Gli abusi di quando abitavano sotto lo stesso tetto, nella zona di Massa Marittima, sono affidate a una lunga deposizione della vittima consegnata agli inquirenti nel febbraio scorso. I maltrattamenti di oggi, invece, sono stati documentati passo passo dai militari che subito dopo la denuncia hanno messo sotto controllo il cellulare di entrambi. Decine gli sms in cui il padre domanda alla figlia dov'è, che cosa fa «in modo sempre morboso». Ai messaggi minatori, sarebbero seguiti appostamenti sotto casa, sul luogo di lavoro e perfino alla fermata dell'autobus, in un «tipico atteggiamento da stolker», sintetizzano gli investigatori che venerdì mattina hanno accompagnato l'uomo, incensurato, in carcere dove sta aspettando di comparire davanti al giudice per l'interrogatorio di garanzia. L'accusa formulata dal pubblico ministero Maria Navarro è pesantissima: abusi sessuali, maltrattamenti, lesioni e ingiurie con l'aggravante di essere il padre della vittima che all'epoca delle violenze era poco più che una bambina. Secondo quanto ha raccontato la ragazza agli investigatori, gli abusi sarebbero iniziati nel 2001 quando lei aveva appena 13 anni. Cinque anni di violenze avvenute - sempre secondo il racconto della vittima - quando la madre usciva da casa. Era in quelle ore in cui padre e figlia restavano soli che si consumavano gli abusi. «Ma di questi episodi - spiegano gli inquirenti - non abbiamo riscontri medico legali». A 18 anni la decisione: «Mamma, papà vado via di casa», ha detto la ragazzina senza spiegare il motivo. Negli ultimi quattro anni si è appoggiata una volta dai parenti, altre da qualche amica. Ha pure trovato un lavoro. Ma i fantasmi la devono aver raggiunta ogni volta che chiudeva gli occhi fino a quando non è stato più possibile non sentire la loro presenza. Così nel febbraio scorso ha suonato alla caserma dei carabinieri di Massa Marittima è ha raccontato per ore dei fantasmi che popolano il suo passato. Quelli del presente, non sono stati meno invadenti. Da quando il padre adottivo ha saputo che la figlia l'aveva denunciato avrebbe iniziato a perseguitarla. In cinque mesi i carabinieri hanno raccolto diversi episodi di molestie e maltrattamenti, fino alle minacce di morte agli schiaffi e all'ultimo pugno prima che le mani fossero fermate dalle manette.
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