Il Tirreno

Grosseto

Un ticket unico per musei e Parco

Francesca Gori
Un ticket unico per musei e Parco

L'idea di Bonifazi per chi chiede minori spese per cultura e sport

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GROSSETO. Le risposte all'appello del sindaco non si sono fatte aspettare troppo. Almeno sul nostro sito web. Dove è stato pubblicato un sondaggio, aperto da una settimana, sui servizi da tagliare. Proprio come aveva suggerito di fare Emilio Bonifazi di ritorno da Roma. Dalla protesta davanti al Senato con il tricolore listato a lutto per i tagli della Finanziaria. Per quei trasferimenti che passeranno da 13 milioni di euro a 5 in due anni.  

Amministrazioni, che spreco.
Il 43% di chi ha votato sul sito www.iltirreno.it, la pensa proprio così. Le prime ad essere tagliate devono essere le spese per far funzionare la macchina. Che si aggiudica il primo posto. Al secondo, a pari merito, troviamo invece gli aiuti alle imprese e lo sport (13%), seguiti dalla cultura (7%).  

Giù le mani dagli asili.
Università, welfare e casa, asili e infrastrutture. Guai a tagliare. Chi pensa che questi servizi siano inutili o meritino comunque una sforbiciata, sono al massimo il 4% dei votanti. Settori sui quali tutte le amministrazioni tolgono risorse con difficoltà. Perché gli asili servono, e anzi, a Grosseto ce ne sono due nuovi in costruzione, l'università anche. Per non parlare del welfare e della casa.  

Referendum, avanti tutta.
Dati che sono stati portati sulla scrivania del sindaco. Che ha cominciato a farsi un'idea di quello che i grossetani potrebbero chiedergli (o suggerirgli) durante le consultazioni che comincerà tra poco. «Sono contento dei risultati - dice - perché comunque le persone hanno partecipato. E i suggerimenti che vengono dalla gente sono sempre ben accolti. Sono indispensabili per fare il nostro lavoro». 

Via dalle pazze spese.
Un luogo comune. Insiste il sindaco. «Di tagli ne abbiamo fatti tanti - spiega Bonifazi - e ora diventa quasi impensabile continuare a raschiare il barile. Non c'è rimasto niente». Il conto, il sindaco, lo fa alla svelta. «Cinque dirigenti sono andati in pensione e non sono stati sostituiti. In questo caso, l'amministrazione risparmia 450mila euro l'anno, circa. Poi abbiamo nominato due assessori in meno. Lasciando nelle nostre casse altri 50mila euro all'anno». Tagli pesanti. Che si aggiungono a quelli di tutti i giorni. Via i telefonini ai consiglieri comunali, una riduzione drastica dei quotidiani, e nessuna auto blu. Bonifazi, in giro ci va con la sua Punto. E di macchine blu, di rappresentanza, ce ne sono soltanto due. Due Alfa 159, che spesso però, restano parcheggiate. «Spesso le spese che il Comune deve sostenere sono burocratiche - aggiunge- e quelle difficilmente possiamo tagliarle. Ma stiamo risparmiando il più possibile. Dove si può e come si deve». 

Cenerentola cultura.
In tanti vorrebbero mettere le mani sulla cultura e sugli impianti sportivi. Ma al sindaco quest'ipotesi piace poco. Perché una città senza cultura è una città povera. E Bonifazi lo sa bene. «Un'idea potrebbe però essere il biglietto unico per il sistema museale - dice - in questo modo i turisti potrebbero vedere i nostri musei magari insieme al Parco della Maremma, pagando un ticket unico. Così facendo potremmo reperire qualche risorsa in più».

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