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«Solo degrado e rumore»
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NOTTE BIANCA Un concerto dellultima edizione Notte bianca, l'associazione Amici del centro attacca l'organizzazione: «Liti, droga, alcol»
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GROSSETO. La neonata associazione "Amici del centro storico", con una lunghissima lettera, di cui necessariamente pubblichiamo solo alcuni stralci, critica l'iniziativa della "notte bianca", che pure ha portato in città migliaia di persone. All'associazione replicano (vedi sotto, ndr) il direttore di Ascom, Paolo Regina, e la presidentessa della circoscrizione Centro, Concetta Relli. «Accanto alla grande partecipazione della gente - scrivono dall'associazione -, la stampa ha dovuto riconoscere che si è trattato di un bilancio con luci e ombre, dal momento che l'alcool a fiumi ha portato a tante liti, a risse e feriti, a piazzette piene di bottiglie rotte con muri dei palazzi usati come bagno e vomitatoio. Eppure la gente partecipa in massa a questi eventi esprimendo un bisogno di aggregazione, un desiderio di stare insieme per uscire da quell'isolamento interiore diventato una delle caratteristiche psicosociali del nostro tempo. Domandiamoci, però, come nella nostra città si risponde a questo bisogno organizzando le notti bianche». «Sulla stampa locale si è letto che alcuni scalmanati hanno rovinato la festa. Sarà proprio così o, piuttosto, non saranno le caratteristiche e l'impostazione della festa a favorire gli scalmanati? Abbiamo potuto constatare come ogni angolo dentro alle Mura fosse occupato da pedane, dove si esibivano con notevole emissione di decibel numerosi gruppi musicali. Il modello cui si è ispirata la manifestazione è stato, per l'ennesima volta, quello del rumore e di una atmosfera dove trovano spazio le sottoculture dello sballo e del consumo di alcool. Se una manifestazione non è sostenuta da un progetto che punti, anche attraverso il divertimento, a far crescere la sensibilità e la cultura di ognuno promuovendo un modo civile e rispettoso di stare assieme, ciò che finisce per prevalere è il degrado e l'ignoranza». «Anche l'offerta che viene proposta al mondo giovanile apparentemente sembra volerne incontrare i bisogni (clima di festa e di scambi, "sane" bevute, musica), ma nella realtà finisce per assecondarne l'illusione che col consumo di alcol e droghe e con la disinibizione e l'intontimento si possa saturare ogni bisogno interiore e ogni disagio. La conseguenza è la crescita esponenziale tra i giovani delle dipendenze da droghe e da alcool». «Il modo di restituire la notte bianca alle sue finalità originarie ci sarebbe. Intanto riportandola a evento unico che coinvolga l'intera città e non solo il centro, in modo che tutti possano goderne i benefici (compreso chi commercia o ha attività fuori delle Mura). Poi prevedendo un programma che al posto della confusione introduca qualità, selezione e differenziazione. E l'organizzazione non può sorvolare sulle ripercussioni a carico dei residenti, obbligati a sopportare una situazione insopportabile, ritenuti soggetti marginali e senza diritti, la cui unica alternativa è scappare o aspettare che passi la nottata, salvo ritrovarsi all'indomani come reduci che osservano sconfortati le distruzioni nel campo di battaglia».
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