Sicurezza
GLI ASSALTI DEI LUPI
Confagricoltura: «Servono interventi di selezione»
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GROSSETO. «Le oltre 500 domande sulla guardiania notturna pervenute alla Provincia sono la testimonianza dello stato difficoltà che si trova a vivere un comparto come quello dell'allevamento ovino». Così Anton Francesco Vivarelli Colonna, vicepresidente di Confagricoltura, secondo cui la guardiania è utile ma complementare. «E' necessario prevedere misure preventive attive - ha commentato Vivarelli - perché anche le agevolazioni su assicurazioni che coprono solo il danno diretto, i finanziamenti per opere di difesa passiva come recinzioni, videosorveglianza e cani antilupo sono tutte misure opportune ma accessorie e non portano a risolvere il problema alla radice, problema che purtroppo rimane, mostrando una gravità ed incisività sui redditi degli allevatori, già vessati da andamenti congiunturali avversi, tali da preoccupare profondamente istituzioni locali e associazioni di categoria. Sarebbe più giusto, come per altro avviene in altri paesi appartenenti alla Comunità Europea, prevedere interventi che favoriscano l'applicazione delle deroghe sulla direttiva Habitat, perché, ove si dimostri una crescita sproporzionata della popolazione del lupo in coincidenza con la diminuzione dei redditi degli allevatori, è possibile, catturare, traslocare o chiudere in riserve il predatore, fino ad arrivare addirittura alla caccia di selezione». Il problema è politico, nessuna classe dirigente sembra volersi assumere la responsabilità di percorrere una via che appare come un "suicidio politico", dove la vita di un singolo lupo sembra valere più della vita di migliaia di capi ovini e delle tradizioni legate alla cultura pastorale. «Resta inteso - puntualizza il vicepresidente Vivarelli Colonna - che per le agevolazioni assicurative vi sono aspetti negativi da non sottovalutare, perché non è coperto il danno indiretto, perdita della produzione lattea, aumento degli aborti, e quello diretto ha una franchigia pari al 30% del valore Ismea su morte certa, che diventa il 70% sulla morte presunta e sul danno abortivo».
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