Il Tirreno

Grosseto

Bisogna rifare l'intera piazza

Elisabetta Giorgi
<b>PIAZZA GIOBERTI.</b> Una miniruspa al lavoro
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PIAZZA GIOBERTI. Una miniruspa al lavoro

Ruspe al lavoro dopo il disastro a porta Corsica

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 GROSSETO. Ruspe al lavoro in piazza Gioberti, la zona del centro storico che giovedì pomeriggio si è sollevata di quasi mezzo metro per colpa del clima torrido.  Ieri una bitumiera e un mezzo escavatore della ditta che pavimentò la piazza nel 2001 (fratelli Massai) hanno lavorato tutto il giorno alla rimozione di quella strana "collinetta" cresciuta dal niente, nel corso di un pomeriggio particolarmente assolato: circa 25 metri quadrati di pietra serena scoppiata e rigonfiata per via della dilatazione termica.  Il giorno stesso in cui è cresciuto il bubbone (giovedì) la piazza è stata stata transennata e chiusa alla circolazione con nastri e barriere temporanee. Poi ne sono state messe più "massicce" per contenere il cantiere e si è dato il via ai lavori. Ma poiché ci vorrà del tempo per avere a disposizione le nuove pietre da Firenzuola (dove furono acquistate dal Comune dieci anni fa), per riaprire la piazza si è optato per una soluzione temporanea.  «Stiamo facendo un ripristino provvisorio in cemento - ha spiegato la ditta mentre posava il materiale - Quando arriveranno le nuove pietre faremo la sistemazione definitiva».  L'ufficio tecnico del Comune, con i geometri Massimo Becattini e Marco Magnani, conferma che «la buca dev'essere cementata in via provvisoria per consentire la riapertura della piazza ai veicoli. Ci vorrà qualche giorno per la messa in posa e l'assestamento del materiale ma al massimo entro martedì - assicura Magnani - piazza Gioberti sarà riaperta al transito. A fine luglio arriveranno dalla provincia di Firenze le pietre definitive per la sostituzione. Così il cantiere verrà riaperto e sarà fatta la nuova pavimentazione. Ma a quel punto non saranno più solo 25 metri quadrati: l'intera piazza (un centinaio di metri quadri già ordinati) sarà smontata e pavimentata con le nuove pietre».  Quel che è sicuro e anzi fondamentale, prosegue il geometra Becattini, è che «saranno fatti dei giunti di dilatazione termica». Tra le pietre del pavé «verrà infatti inserito del materiale elastico in modo che le dilatazioni siano assorbite e le pietre possano muoversi con l'escursione termica senza rompersi».  Intanto la piazza è stata studiata in lungo e largo per arrivare a capire il grattacapo: cosa ha prodotto la sollevazione anomala? Nessuna tubatura di acqua e metano risulta rotta e quindi nessun "allagamento" sotterraneo è all'origine del fenomeno. Tuttavia «faremo per scrupolo un'ulteriore verifica all'impianto di irrigazione per vedere se ci sia stata qualche perdita», dice Magnani.  Ma anche nel caso in cui risultasse sarebbe comunque una «concausa e nemmeno rilevante, mentre abbiamo appurato che all'origine del sollevamento della strada - dice Becattini - sia la dilatazione termica della pavimentazione, che giovedì pomeriggio a quell'ora deve aver raggiunto una temperatura decisamente eccezionale».

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