Il Tirreno

Grosseto

I SINDACATI

Sull'Adi vogliamo un incontro

Lorenzo Centenari - Carla Burgassi

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La Cgil e lo Spi Cgil prendono atto come una novità positiva il fatto che la Asl 9 abbia deciso di ampliare a 12 ore giornaliere l'assistenza domiciliare integrata (Adi), trovando una soluzione anche al problema dei fine settimana.  L'organizzazione della medicina territoriale dove l'Adi (Assistenza domiciliare integrata) è uno dei servizi basilari per mantenere le persone non autosufficienti al proprio domicilio, la messa a regime del percorso assistenziale nella fase successiva alla precoce dimissione ospedaliera, infatti, sono rivendicazioni storiche dei pensionati dello Spi e della Cgil tutta, che su questi temi incalzano da anni Regione e Asl 9, pur nella consapevolezza che il problema che sta a monte, quello delle risorse, è conseguenza delle politiche dissennate del Governo.  Rispetto alle modalità organizzative del nuovo servizio di Adi, ivi compresa la cosiddetta pronta disponibilità del personale il sabato pomeriggio e la domenica, lo Spi e la Cgil avrebbero preferito partecipare ad un confronto preventivo con l'azienda in modo da poter dare un contributo costruttivo sulla base della propria solida esperienza di rappresentanza della popolazione anziana, che costituisce una grossa fetta degli utenti dell'Adi.  Quello che in particolare ci preoccupa attualmente è la qualità dell'assistenza domiciliare in termini di ore giornaliere dedicate ai pazienti, l'elaborazione del programma di continuità assistenziale prima che il paziente venga dimesso dall'ospedale. Dalla nostra esperienza a contatto con gli anziani affetti di malattie cronicizzate, infatti, emerge una sostanziale inadeguatezza delle strutture della Asl a seguire queste persone già con il vecchio modulo organizzativo dell'Adi che quasi sempre scarica sulla famiglia il carico assistenziale. Per questi e per molti altri motivi che sarebbe lungo spiegare nel dettaglio, la Cgil unitamente alla categoria dei pensionati chiederà un incontro al direttore generale, Fausto Mariotti, sia per entrare nel merito del modello organizzativo del nuovo servizio, sia per proporre di mettere a disposizione le nostre conoscenze ed esperienze nel nucleo di valutazione che tra nove mesi dovrà tirare le somme e dare un primo giudizio sul periodo di sperimentazione.

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