Sicurezza
«Pochi agenti e meno volanti in città»
En.Pi.
◗
RACCOLTA FIRME. Anche il presidente della Provincia Leonardo Marras La raccolta firme in piazza Dante per dire no alla Finanziaria
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Tutte le sigle dei sindacati di polizia - Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl Polizia e Coisp - sono scese in piazza, ieri, a Grosseto come in tutta Italia, contro la manovra finanziaria varata dal Governo che non tocca i 21 miliardi che costano, ogni anno, le auto blu, la loro manutenzione e il personale che vi lavora, ma taglia, invece, risorse nel comparto sicurezza. Sotto il gazebo allestito in piazza Dante, i poliziotti hanno raccolto firme contro la manovra e hanno distribuito volantini per illustrare le ragioni della protesta. Se la legge glielo avesse consentito, oggi sarebbero stati pronti anche a scioperare. In un documento congiunto, i sindacati spiegano che «ancora una volta il Governo invece di eliminare gli sprechi come le auto blu, taglia i fondi che obbligheranno alla riduzione delle volanti, la chiusura dei commissariati, i fondi per espellere clandestini. Mentre si salvaguardano i meravigliosi emolumenti e indennità dei politici e membri del Governo - prosegue il documento - nel prossimo triennio sono poi previsti inconcepibili tagli agli stipendi dei poliziotti nell'ordine di migliaia di euro». Il taglio delle risorse si ripercuoterà su tutti i territori. A Grosseto, per esempio, oggi vengono garantite due volanti al giorno, ma il rischio è che sempre più spesso vengano ridotte a una sola. L'incertezza per il futuro delle pensioni determina il rischio - come sta avvenendo anche nella sanità - dell'accelerazione dell'uscita dal servizio di numerosi poliziotti: si parla di 8-15 unità che sarebbero pronti ad andare in pensione subito, e «non ci sono - spiega Luigi Betti del Siulp - possibilità di reintegrare queste forze». Difficoltà che si aggiungono a una situazione non rosea. Basti pensare che c'è chi, in Polstrada, aspetta da un anno il pagamento di numerose ore di lavoro straordinario fatte. Stefano Fabbrini (Sap) ricorda che per la seconda volta, sotto questo Governo, i sindacati di polizia si sono trovati tutti uniti, a protestare in piazza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
