Il Tirreno

Grosseto

«Accuse false, doveva vigilare»

En.G.
<b>EX ASSESSORE.</b> Stefano Donati
◗
EX ASSESSORE. Stefano Donati

Donati spara a zero su Gariboldi: «Non pensi al voto»

3 MINUTI DI LETTURA





 CASTIGLIONE. Attacca a testa bassa Stefano Donati, ex assessore alle partecipate della giunta Faenzi che, nel rispondere alle accuse di aver cambiato casacca rivoltegli dall'architetto Claudio Gariboldi, dirigente dell'ufficio urbanistica, apre scenari che faranno sicuramente parlare a lungo.  In una nota, il consigliere dell'Udc dà la sua versione della trasformazione dell'hotel David che ha portato tre consiglieri a uscire dalla maggioranza: «Le accuse mosse da Gariboldi sono false, cervellotiche, confuse ed arroganti elucubrazioni politiche sul cambio di destinazione d'uso, da rta a civile abitazione, dell'hotel David ed Alleluja. Nonostante l'architetto abbia tentato di camuffare maldestramente il suo intervento politico con qualche insignificante considerazione tecnica, rimane chiaro che ha eluso l'argomento fondamentale inerente la trasformazione».  Donati passa quindi all'attacco, e prima mette in discussione l'efficienza del tecnico comunale ("E' semplicemente ridicolo fare scudo alla propria inefficacia appellandosi ai giudizi della commissione di valutazione"); quindi lo accusa di fare politica e di costare troppo per quanto è presente in ufficio, invitandolo «a non pensare alle elezioni, ancora troppo lontane e non fare insinuazioni politiche che non gli competono verso consiglieri comunali regolarmente eletti, oltre che a dedicarsi con più serenità al suo lavoro abbondantemente remunerato con oltre 40.000 euro all'anno per soli due giorni di presenza settimanale in Comune».  Poi Donati esplode, e denuncia irregolarità nel procedimento di trasformazione degli alberghi in seconde case, sottendendo che il tecnico abbia rilasciato dichiarazioni non vere ("Alle meschine insinuazioni di chi ha la coda di paglia rispondo che racconta frottole sapendo di raccontarle in quanto, fin dall'inizio, ho pubblicamente sconfessato la sua relazione tecnica, spudoratamente falsa e partigiana"), fino ad accusare Gariboldi di non aver vigilato.  «Ricordo - aggiunge Donati - che tra i doveri di un dirigente ci sono anche quelli di denunciare, se ci sono, i disonesti unitamente a coloro che erogano i compensi non dovuti». Infine, Donati affonda, accusando il dirigente di "contiguità" con la impresa destinataria della contestata trasformazione urbanistica, tanto di averla beneficiata con una attestazione gonfiata dei costi: «il nuovo messia della purificazione dei costumi nella politica castiglionese ha impropriamente ed arbitrariamente aumentato la spesa delle imprese esecutrici di ben 12.000.000 di euro e non se ne conosce lo scopo».  Donati non si risparmia neanche sulle pressioni esercitate dai consiglieri transfughi denunciate da Gariboldi: «La richiesta di accesso agli atti di un consigliere comunale, se pur pienamente legittima, certamente non sta bene all'architetto Gariboldi in quanto, dall'esame degli atti, si potrebbero evidenziare altre eclatanti coperture».  E poi la stoccata finale sulla vicinanza del tecnico agli indagati dello scandalo della protezione civile: «Riguardo alla "triade", non vorrei l'avesse confusa con la "cricca" che sta occupando da molto tempo l'informazione ed i suoi componenti sono certamente più vicini a lui che al sottoscritto».  Parole pesanti, la cui risposta non si farà attendere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa