Travolto in bici, muore pensionato
Federico Lazzotti
◗
LO SCHIANTO Sulla provinciale 20 alle porte di Ribolla La salma mentre viene rimossa Accanto il dolore della moglie La vittima aveva 68 anni, il conducente dell'auto: «Non l'ho visto»
2 MINUTI DI LETTURA
RIBOLLA. Mario Ramazzotti avrebbe compiuto 69 anni tra un mese, è stato investito a meno di un chilometro da casa mentre pedalava lungo il ciglio della strada che arriva a Ribolla, dove per una vita ha fatto il fruttivendolo. Indossava sandali e pantaloni corti quando una macchina l'ha tamponato scaraventandolo in un campo. «Non l'ho visto», ripete Paolo Luti, 62 anni, che era alla guida della Datcha Logan grigio metallizata, davanti ai familiari della vittima mentre viene sottoposto al test alcolemico. Sulla provinciale 20, poco dopo la Castellaccia non ci sono segni di frenata. «Vorrei sapere come ha fatto a non vederlo il sole era alle sue spalle?», si domanda Marco, uno dei due figli della vittima, guardando i segni bianchi sull'asfalto che indicano il punto dove si è fermata la macchina dopo essersi accorta dell'impatto. Mario Ramazzotti era uscito di casa qualche ora prima. «Da una decina d'anni era andato in pensione - racconta il nipote - così per passare il tempo e smaltire un po' il diabete girellava per il paese a piedi oppure con la bicicletta: faceva un giratina, parlava con qualche amico e poi tornava verso casa». Un anno e mezzo fa Ramazzotti aveva avuto un altro incidente stradale. Racconta il fratello: «Quella volta era a piedi in paese, pioveva ed era buio, la donna che era al volante non lo vide e lo prese in pieno, ma se la cavò con un ematoma in faccia e qualche graffio». Da quell'infortunio si era ripreso e aveva ricominciato la solita vita. Molto probabilmente ieri pomeriggio intorno alle 16.30 l'ex fruttivendolo stava tornando a casa, in via Venezia, una delle traverse ai piedi del paesino. L'impatto è avvenuto in su un rettilineo poco dopo la Castellaccia. Uno scontro violento sulla parte destra della macchina che ha piegato la bicicletta e fatto sbalzare l'uomo nel campo che costeggia la strada. «Aveva le gambe rotte e ha battuto la testa», ripetono i familiari. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sulla provinciale 20 le condizioni del ferito erano disperate. Per oltre un'ora medici e infermieri hanno cercato di rianimarlo. Intanto la voce dell'incidente si è sparsa di casa in casa per tutto il paese fino a raggiungere i familiari della vittima che hanno raggiunto il luogo dell'incidente proprio mentre il sessantottenne veniva dichiarato morto. Adesso toccherà al pubblico ministero Giuseppe Coniglio decidere se disporre l'autopsia sul corpo della vittima oppure restituire subito la salma ai familiari per i funerali del secondo ciclista ucciso in bicicletta in tre giorni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
