La manifestazione
Il consiglio comunale approva una serie di norme che limitano la trasformazione dei locali
Stop a soffitte e sottotetti
Enrico Pizzi
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SOTTOTETTI. Ci saranno molte più restrizioni Novità anche per i gazebo: possibili anche con le tende
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GROSSETO. Arriva un giro di vite, per volumetrie e sottotetti, nel Comune di Grosseto: il consiglio comunale ha approvato un pacchetto di nuove norme che modificano il regolamento edilizio. Di fatto si dice basta ai sottotetti che somigliano a veri e propri appartamenti e si pongono limiti rigidi alla loro realizzazione. Nello stesso pacchetto anche alcune novità per gli arredi esterni di bar e ristoranti. Le novità sono state approvate a maggioranza, dal consiglio comunale di Grosseto. È stato fatto notare che le modifiche non godono del parere favorevole delle associazioni dei costruttori. Scale e ascensori. La prima modifica di rilievo riguarda l'articolo 54 del regolamento edilizio. Nella versione originale si consentiva di escludere dal calcolo delle volumetrie delle nuove realizzazioni i vani scala - compreso l'androne - che fossero a servizio di almeno 4 appartamenti. Il problema è che alla fine le volumetrie effettive delle nuove realizzazioni o di ricostruzioni di edifici finivano per lievitare. Adesso, però, le scale tornano ad essere conteggiate nel complesso della volumetria dell'immobile da costruire e restano esclusi solo i vani che ospitano l'ascensore, i locali caldaia e i locali autoclave. Soffitte e mansarde. Un'altra modifica che provocherà qualche serio contraccolpo è quella che limita la realizzazione di soffitte e sottotetti. Rispetto alla precedente previsione dell'articolo 58 del regolamento edilizio, che consentiva di realizzare, nel sottotetto, fino a tre locali con bagno e fino ad un'altezza massima di 3 metri, la nuova norma permette di costruire un solo locale, non consente la possibilità di ricavarvi un bagno, interviene sulle pendenze del tetto e sulle altezze, riducendo l'altezza media e riduce anche le aperture per l'illuminazione. Tutte norme che scoraggiano, di fatto, la realizzazione di volumetrie che fino ad oggi, invece, veniva realizzate e poi trasformate, di fatto, in ambienti abitati. Per attenuare l'impatto di questa novità normativa sull'economia locale è stato previsto che per quanto riguarda i permessi a costruire già rilasciati o le dichiarazioni di inizio attività già presentate i costruttori potranno attenersi alle norme precedenti. Cambi di destinazione. La nuova norma vale, dunque, per ciò che sarà realizzato in futuro. Per quanto costruito in passato - in particolare la questione riguarda le abitazioni costruite negli ultimi 10-15 anni - la Regione ha approvato, a marzo, una legge che prevede la possibilità di rendere abitabili quei volumi tecnici ormai esistenti, a patto che abbiano determinate caratteristiche. Il Comune dovrà approvare una variante ad hoc che consenta non una sanatoria - è stato detto, anche se sul punto le opinioni divergono - ma un cambio di destinazione d'uso. Giro di vite. Le nuove norme del regolamento edilizio sono solo una fase di passaggio e preannunciano un ulteriore giro di vite che arriverà con la revisione del piano strutturale. Questa, infatti, è la novità: le superfici (e non più le volumetrie) occupate dai cosiddetti locali tecnici saranno conteggiate tra le superfici utili lorde di un immobile e questo non sarà previsto nel regolamento urbanistico, ma nel piano strutturale, rendendo, dunque, più difficile la modifica della norma stessa. Gazebo. Novità, nel regolamento edilizio, anche per quanto riguarda i gazebo. Sarà possibile realizzare strutture provvisorie su suolo pubblico senza limitare la tipologia agli ombrelloni, ma prevedendo anche tende ancorate a quattro supporti, e si prevede anche la possibilità di installare elementi frangivento non solo trasparenti e di altezza non più fino a un metro e 40 centimetri, ma fino a un metro e 60.
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