Il Tirreno

Grosseto

Bufera sullo Zecchini conteso

Bufera sullo Zecchini conteso

Il Gavorrano chiede lo stadio: no di Camilli, il caso si fa politico

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Facce tese e bocche cucite intorno allo stadio Zecchini di Grosseto e alla paventata ipotesi di ospitarvi, per il prossimo campionato, le partite del Gavorrano oltre a quelle dei padroni di casa. E due sindaci chiamati a rispondere su una questione che tiene con il fiato sospeso le tifoserie e i giocatori delle due squadre professionistiche della Maremma. La vicenda è cominciata a metà giugno, all'indomani della promozione del Gavorrano in Seconda Divisione, la vecchia serie C/2. La squadra si è trovata con le porte spalancate sul mondo del calcio professionistico, ma con il cancello del Malservisi di Bagno chiuso a doppia mandata perché non a norma per la categoria superiore.

La struttura alternativa, dove giocare in attesa dell'adeguamento, potrebbe essere lo Zecchini di Grosseto, ma gli attuali "inquilini" non ne vogliono sapere di fare posto ai gavorranesi. A Grosseto è il consigliere comunale Fiorenzo Linicchi, Pdci, a scoperchiare il pentolone. In una interrogazione al sindaco Bonifazi chiede quali iniziative il primo cittadino pensa di adottare per far coabitare le due squadre sullo stesso campo da gioco. «Stiamo già valutando la questione - taglia corto il sindaco - e nei prossimi giorni incontrerò il presidente Camilli per decidere il da farsi. È un cosa delicata e non si può risolvere in una battuta». Ancor più avaro di spiegazioni il patron del Grosseto che, come ricorda Linicchi, «ha escluso categoricamente questa possibilità, quasi a far pensare che lo stadio di Grosseto sia di proprietà della società bianco rossa e non del Comune». Con il suo inconfondibile piglio, Camilli fa sapere che queste cose non lo interessano e che «il consigliere Linicchi farebbe bene ad andare a lavorare».

Nel giorno in cui varca la porta della Lega a Firenze per iscriversi al prossimo campionato, anche il Gavorrano gioca in difesa. «Non ho niente da dire - spiega il presidente Mario Matteini - e non mi interessano le chiacchiere preventive. Noi abbiamo fatto una richiesta ufficiale al Comune di Grosseto, aspettiamo una risposta e siamo tranquilli. La cosa certa è che dobbiamo giocare in provincia di Grosseto». Anche un altro primo cittadino ha trovato stamani sulla scrivania domande che attendono una risposta. È il sindaco Borghi di Gavorrano, a cui si rivolge l'Udc Gavorrano e Colline Metallifere ma con richieste diametralmente opposte. La promozione alla serie superiore, «un evento storico per la comunità di Gavorrano», spiegano Karl Stefanowicz e Giacomo Giulianelli, era già nell'aria da tempo. «Nessun abitante di Gavorrano e nessun appassionato di calcio - si legge nella nota - è stato sorpreso dalla strepitosa performance sportiva, tranne forse il primo cittadino, signor Borghi, che oggi mostra di trovarsi del tutto impreparato a gestire la nuova situazione... Ci domandiamo se il sindaco in questo anno di mandato si sia posto il problema o, quanto meno, si sia accorto che le straordinarie vittorie del Gavorrano avrebbero comportato necessariamente un ingente capitolo di spesa, affinché lo stadio fosse in regola con gli standard della serie superiore».

Lo spostamento allo Zecchini creerebbe comunque delle difficoltà, secondo l'Udc, perché la squadra non potrebbe più giocare di fronte al suo pubblico. E 300mila euro, per l'Udc, non sarebbero poi una cifra proibitiva. «Chiediamo al sindaco - concludono Stefanowicz e Giulianelli - un atto di responsabilità e sensibilità verso il territorio, per restituire al mondo dello sport il palcoscenico che gli compete, senza ulteriori indugi... Un'azione così sarebbe un giusto riconoscimento agli sforzi che il presidente, il suo vice e tutto il consiglio direttivo hanno sostenuto per il raggiungimento di un così prestigioso e grande traguardo». F.F.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa