Proteste
«Riforma Gelmini: disastro»
Enrico Pizzi
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SCUOLA Luca Sani e Lucia Matergi (del Pd) in viaggio nel disagio in provincia Luca Sani e Lucia Matergi (Pd) visitano plessi e istituti della provincia: molte le situazioni vicine al collasso
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GROSSETO. Scuole sempre più a rischio chiusura con la riforma Gelmini che «in realtà - dice l'onorevole Luca Sani (Pd) - non è una riforma, ma solo tagli senza una visione della scuola». Per dirla in numeri, i tagli hanno cancellato già 120 posti di insegnante a livello provinciale tra 2009 e 2010; e saranno pochi meno quelli che si perderanno, ancora, con l'anno scolastico 2010-1011. Sani, insieme al consigliere regionale Lucia Matergi, ha visitato ieri alcune scuole del territorio. La scuola elementare di via Giotto, che ha problemi di dimensionamento e carenza di insegnanti e personale Ata; l'istituto comprensivo di Paganico, scuola appena fatta che rischia di essere una cattedrale deserto per carenza di personale; e a Manciano, con l'assessore provinciale Cinzia Tacconi hanno incontrato dirigenti, insegnanti, Ata e amministratori dei Comuni della zona sud. «In alcune situazioni della nostra provincia - dice Sani - siamo al limite, in altre il limite è già superato: ci sono picocli plessi che rischiano la chiusura perché non c'è un numero adeguato di alunni, ma questo significa scoraggiare le famiglie a continuare a vivere nei paesi che finiranno per spopolarsi». Sani sottolinea come i tagli arrivino a fronte di una domanda crescente delle famiglie, sia per il numero dei ragazzi che per le ore richieste. Il tempo pieno, infatti, va per la maggiore e non sembra che le scuole siano in grado di dare sempre risposta adeguata. «Quello che ci preoccupa - incalza il parlamentare - è che per far fronte ai maggiori tagli del Governo sono dovuti intervenire, quest'anno, gli enti locali. Ma ora si sta varando una manovra finanziaria che investirà proprio Comuni e Regioni». Lucia Matergi punta l'attenzione soprattutto sull'approccio della scuola con gli stranieri e con i disabili. Sul primo fronte, si parla di scuole che raggiungono anche il 50% di presenze straniere, come a Monticello, dove proprio la popolazione straniera consente la sopravvivenza del plesso. Per i disabili, i tagli hanno colpito gli insegnanti di sostegno e a farne le spese sono i bambini stessi e le loro famiglie. E poi il ricorso alle pluriclassi, pur di salvare un plesso. «In una stessa classe - dice Matergi - in un caso avremo bimbi di prima, di quarta e di quinta, per fare lezione la dirigente prevederà delle compresenze, che però le mancheranno in altri plessi». Ciliegina sulla torta, la mancanza di un dirigente dell'ufficio scolastico provinciale che risieda sul territorio.
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