Il Tirreno

Grosseto

L'addio ad Alessandro e Marco

<b>DOLORE </b>all&#146;Arcille Il feretro di Alessandro arriva alla chiesa
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DOLORE all’Arcille Il feretro di Alessandro arriva alla chiesa

Centinaia di persone ieri pomeriggio ad Arcille mentre il feretro di Alaia partiva per Napoli

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 ARCILLE. Un paese in lacrime e negozi chiusi per lutto. Il tempo, ieri pomeriggio, sembrava essersi fermato ad Arcille che dava l'ultimo saluto ad Alessandro Bernabini morto nella notte tra venerdì e sabato scorsi, nello scontro con uno scooter condotto da Marco Alaia, residente a Istia, morto anche lui. Due famiglie distrutte dal dolore.  Mentre parenti e tantissimi giovani amici si stringevano alla famiglia di Alessandro, Marco iniziava l'ultimo viaggio verso la sua città di origine, Napoli dalla quale mancava da dieci anni. Sui corpi dei due giovani non è stata disposta l'autopsia e così è stato possibile riportarli a casa al più presto possibile.  Marco Alaia lascia in Maremma la moglie Federica che ha deposto un fiore rosso nel luogo dell'impatto, sulla Scansanese.  Un fiore che, ieri, non era più solo. Qualcun altro aveva aggiunto un mazzo di girasoli per queste due giovani vite spezzate. Alessandro aveva 28 anni, Marco 31.  Dietro al feretro di Alessandro Bernabini il padre e la sorella piegati dal dolore. Quando la bara è uscita dalla chiesa di Arcille al termine del rito funebre, è scoppiato un applauso. Alessandro lo meritava, prima di tutto perché era un bravo ragazzo, come dicono tutti, e poi perché era un bravo giocatore di calcio, prima di aver praticato, da giovanissimo, il ciclismo. Il sole batte forte sul corteo funebre che si snoda tra le siepi colorate dalle rose di maggio. Il silenzio è totale. La processione rallenta un attimo davanti alla casa dove vive il padre di Alessandro e dove lui e la fidanzata, Francesca Ferioli, stavano per trasferirsi. Tutti si girano, guardano, e continuano a camminare in silenzio verso lo stesso cimitero dove dorme, da qualche anno, l'amatissima madre di Alessandro. Sono così tanti, parenti, gente del paese, giovani e giovassimi (ci sono anche ragazzini con la tuta dell'Unione sportiva Arcille), che il cimitero sembra non riuscire a contenerli. La fidanzata Francesca reca dell'incidente lievissime tracce; ha seguito il feretro a piedi.  «Ora cominciano i giorni più duri». Dice una signora in lacrime. La gente annuisce a capo chino.

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