Il Tirreno

Grosseto

Luca Agresti commissario? Primi malumori anche in ambienti del centrodestra

<strong>EX CONSIGLIERI </strong>Roberto Ovi e Angelo Maria Cappelloni
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EX CONSIGLIERI Roberto Ovi e Angelo Maria Cappelloni

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MASSA MARITTIMA. La notizia della possibile nomina di Luca Agresti, leader del Pdl provinciale, a presidente del Parco archeominerario delle Colline Metallifere, suscita le prime reazioni critiche sul territorio. A cominciare dai due ex consiglieri comunali di opposizione massetani Roberto Ovi e Angelo Maria Cappelloni, che sparano a zero sui ritardi i quali il ministero dell'ambiente sta gestendo la questione. «È deprimente - dicono - constatare come le autorità governative, probabilmente per questioni di mera lottizzazione partitocratrica, stiano vanificando lo straordinario lavoro organizzativo e politico messo in atto nel corso di questi ultimi anni dal presidente uscente Hubert Corsi, che è riuscito a legare l'istituzione del Parco a un serio percorso di bonifica ambientale e di valorizzazione turistica e culturale delle aree ex minerarie, la cui validità stava per essere riconosciuta anche dall'Unesco, per il suo inserimento nella rete mondiale dei geoparchi, ora in fase di stallo proprio a causa delle inerzie ministeriali». Un lavoro - incalzano Ovi e Cappelloni - «che egli ha potuto svolgere grazie alla sua profonda conoscenza del territorio maturata nel corso di tanti anni come parlamentare e primo firmatario di tante leggi che hanno visto riversare sul territorio consistenti finanziamenti a sostegno dell'attività estrattiva, e alle conoscenze da lui maturate in vari ambienti nel corso della sua lunga attività di amministratore, che gli hanno permesso di ottenere attenzioni altrimenti impensabili per una realtà periferica come la nostra. Riconoscimenti che, temiamo, rimarrebbero nel mondo dei sogni con amministratori inesperti o incompetenti in materia, come il giovane Agresti, o con altri soggetti, magari individuati in base a valutazioni lottizzatorie e partitocratriche, giustamente tanto criticate dal presidente Berlusconi».  Per questo, concludono Ovi e Cappelloni, «rivolgiamo un appello al ministro Prestigiacomo, forse mal consigliata da qualche suo collega o da parlamentari locali della sua parte politica, da sempre poco attenti ai problemi delle Colline Metallifere, affinché mantenga Hubert Corsi nella sua carica di presidente, permettendogli quantomeno di concludere un lavoro che potrebbe ottenere importanti riconoscimenti internazionali».

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