Il Tirreno

Grosseto

LA REPLICA

«L'ex presidente si è esclusa da tutti i percorsi associativi Ora non ha diritto a entrare»

<b>L&#146;INGRESSO </b>del Tribunale del malato al Misericordia
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L’INGRESSO del Tribunale del malato al Misericordia

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 GROSSETO. Le accuse mosse da Wanda Bosco Ciampa e da Beatrice Emma Porpora non vanno giù al coordinatore regionale di Cittadinanzattiva Adriano Amadei che spiega la posizione dell'associazione che fa capo al Tribunale per i diritti del malato e rimanda le responsabilità al mittente.  «Si avverte da anni - spiega Amadei - una certa sofferenza per la gestione del Tdm da parte della Bosco Ciampa, una persona anziana che sicuramente ha dato molto all'associazione, ma che è anche conosciuta per le sue intemperanze».  Cosa, in particolare, Cittadinanzattiva lamenta nella passata gestione del Tdm?  «Come Cittadinanzattiva Toscana siamo stati i primi in Italia a elaborare e consolidare le Commissioni miste conciliative, organi a cui i cittadini possono rivolgersi se insoddisfatti della risposta della direzione sanitaria. Ebbene, Bosco è uscita dalle commissioni sei anni fa per protesta e non vi ha più fatto rientro, nonostante si siano avvicendati nuovi direttori. Lo stesso discorso per il comitato etico, di cui Bosco ha deciso di non fare più parte». Eppure la rete del Tdm è molto attiva in città e la stessa proposta per il trattamento post trapianto ne è un esempio. Non si rischia di mandare tutto all'aria?  «Il protocollo elaborato a Grosseto è stato oggetto di un incontro cui hanno partecipato Domenico Gioffrè, direttore del Centro regionale toscano Contro il Dolore Inutile del Tribunale per i diritti del malato, e il professor Franco Filipponi, presidente della Società italiana per la Sicurezza e la Qualità nei trapianti. Il problema è che non si può fare un protocollo diverso per ogni presidio ospedaliero, tanto più che oggi si deve ragionare in termini di area vasta. Le cose recepibili di quella carta sono state recepite con un risultato addirittura superiore a quello locale; e oggi i trapiantati hanno un percorso post operatorio che è la Carta per la sicurezza, la qualità e la partecipazione nei trapianti, presentata di recente a Napoli al secondo congresso della Sisqt. E comunque in quel documento c'erano anche delle proposte assurde».  Al di là delle ragioni, i modi di questa sostituzione dei vertici sono apparsi poco ortodossi, vedi la sostituzione della serratura.  «Una volta esautorata, l'ex coordinatrice non ha alcun titolo a entrare nella sede del Tdm».  Una sede che Tdm e Cittadinanzattiva sembra vogliano contendersi.  «Non c'è nessuna ombra su questo aspetto e lo voglio chiarire. Il Tribunale per i diritti del malato non è volontariato ma espressione di Cittadinanzattiva che vuol dire essere cittadini attivi, titolari di diritti, poteri e doveri. Il volontariato fa fronte ad altre categorie, è un'azione facoltativa. Essere cittadini attivi non è facoltativo, è doveroso. E il cartello del "Pronto consumatore" è frutto di un accordo regionale. Noi facciamo assistenza gratuita senza chiedere alcuna quota di iscrizione ma i costi ci sono e la Regione ci dà un contributo che comporta la sottoscrizione della convenzione "Pronto consumatore". Quello al Misericordia è lo sportello non solo del Tribunale del malato ma anche di Cittadinanzattiva, in attesa che la sede di Gorarella venga attrezzata come centro ascolto». È preoccupato per la verifica chiesta al presidente Rossi?  «Rossi è stato assessore alla Salute, ci conosce bene e sa come lavoriamo. Concediamo alla Bosco l'attenuante della buona fede ma, come insegna la saggezza popolare, di buone intenzioni è lastricata la strada per l'inferno». F.F.

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