Sicurezza
Rimpatriata trans che aiutò le indagini
Pierluigi Sposato
Fece scoprire organizzazione criminale ma è stata espulsa
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GROSSETO. È clandestina in Italia ma ha collaborato in modo determinante a far sgominare un'organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione e al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, in provincia di Lucca (2006-2007), il cui responsabile è stato condannato a 4 anni a 20mila euro. Proprio per questo motivo ha fatto richiesta alla Questura da oltre un anno (era il febbraio 2009), tramite un avvocato, del "soggiorno per motivi di protezione sociale". Un permesso speciale. Ma la pratica non si è perfezionata. E così l'altro giorno il giudice di pace Andrea Ferraris non ha potuto far altro che prendere atto degli unici documenti disponibili: l'espulsione del prefetto, datata 26 aprile, non rispettata, e il nulla osta per l'espulsione firmato dal pm Gliozzi dopo i controlli dei carabinieri di Follonica a proposito della regolarità delle sue patenti di guida, quella brasiliana e poi quella internazionale. Convalida ad espulsione. Così lei, 28 anni, cittadina brasiliana, in realtà un trans, sette ore dopo era già a Fiumicino sull'aereo per Rio de Janeiro. Provvedimento formalmente ineccepibile. «La richiesta di permesso deve essere presentata tramite la Procura», ha spiegato l'ispettore intervenuto davanti al giudice di pace. E così è. Stritolata da una burocrazia di cui ignorava certamente i meandri, ma di cui non si sente responsabile. Un caso anomalo, certamente diverso dai tanti che passano in cronaca, anche se praticamente tutti nascondono un dramma, una difficoltà. Dei suoi pensieri si fa interprete l'avvocato Tania Amarugi, che ha seguito la vicenda. «Mi impegnerò per farle avere un regolare permesso di soggiorno - dice l'avvocato, che è anche consigliere comunale - con l'aiuto dei pochi amici rimasti qui in Italia e di un datore di lavoro che possa offrirle un posto». Ma la brasiliana non sapeva che era a rischio espulsione? «Sapeva che l'avvocato Nicola Giribaldi aveva presentato la richiesta alla Questura di Lucca. Non credo che si possa poi pretendere che uno straniero sia in grado di sapere a quale punto dell'iter sia la pratica. Dovrebbe essere un percorso tra gli uffici interessati». Non si poteva far nulla nelle ore trascorse prima della convalida? «No. Era una questione da risolvere prima. Correttamente il rappresentante della Questura ha fatto presente che doveva essere la Procura a muoversi. Ma la mia assistita cosa ne poteva sapere? Io dico invece che bisogna fare urgentemente qualcosa per eliminare certi problemi burocratici. Vanno trovate le forme più adatte, e l'informatica può spianare la strada, perché Questure e Procure si parlino». Altre proposte? «Mi piacerebbe che si creasse un ufficio apposito - dice l'avvocato Amarugi - perché so che sul territorio nazionale molto, se non tutto, è affidato alla buona volontà degli incaricati dei servizi. Un ufficio che non comportasse costi né per i cittadini né per gli interessati. Mi piacerebbe che nascesse il primo ufficio del genere in Italia proprio nella nostra città...»
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