Il Tirreno

Grosseto

Multa al residente con il pass

Federico Lazzotti
<b>IL PASS DEL RESIDENTE </b>&Egrave; stato multato nonostante il permesso di circolare e sostare in via Porciatti
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IL PASS DEL RESIDENTE È stato multato nonostante il permesso di circolare e sostare in via Porciatti

L'ausiliaria: non lo esponeva. E alla fine ha pagato

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 GROSSETO.Lui giura di aver messo in bella vista sul parabrezza il pass residenti per parcheggiare sotto casa, l'ausiliaria del traffico che lo ha multato, invece, ha dichiarato che il tagliando non era esposto. A nulla sono serviti mesi di carte bollate, ricorsi, file quando alla Grosseto parcheggi, quando al Comando dei vigili urbani. E pure dal giudice di pace.  Perché alla fine Gennaro Di Lello, 32 anni, che in passato aveva pagato una contravvenzione per lui «ingiusta» con un sacchetto di monetine in segno di protesta, ha dovuto mettere mano al portafogli e sborsare 51,50 euro: 38 per la multa e 13,50 euro di mora. «Non c'era altro modo - dice scuotendo la testa - la mia parola vale meno di quella dell'ausiliario del traffico perché è un pubblico ufficiale e far partire un procedimento dal giudice costa quanto pagare la multa. E così ho fatto».  La contravvenzione risale al 3 dicembre dello scorso anno alle 10.15 in via Porciatti. «Ho comprato casa a luglio in quella strada - spiega De Lello - e il pass mi è stato consegnato il 13 ottobre dopo una serie infinita di spese e attese. E l'ho subito attaccato sulla macchina. Quando ho visto la multa sono andato al comando dei vigili ma mi hanno detto che mi dovevo rivolgere alla Grosseto parcheggi perché sono stati loro ad elevarla».  Arrivato all'ufficio della Grp a De Lello, nato a Pisa, è stata fatta firmare la «richiesta di archiviazione del verbale». Nel testo l'automobilista chiede l'annullamento perché «la macchina - scrive - era parcheggiata sotto casa mia in via Porciatti 34 dove risiedo e avevo il permesso residenti ben visibile del cruscotto anteriore».  A questo punto però la stessa società - come prevede il procedimento - deve interpellare chi ha ratificato la contravvenzione. Così l'ausiliaria del traffico avrebbe ripetuto che il tagliando al momento della multa «non era esposto. Ecco dunque che il procedimento è stato inviato al comando dei vigili urbani che scaduti i termini per il primo pagamento ha spedito di nuovo la multa a De Lello con l'aggiunta della mora.  «In questi mesi - spiega l'automobilista - mi sono rivolto a un mio amico avvocato per cercare una soluzione. Risultato? Per avviare la procedura dal giudice di pace servivano 30 euro e quasi certamente avrei perso la causa perché davanti al giudice sarebbe stata la mia parola contro la sua, ma in quel caso la sua parola sarebbe contata più della mia», conclude sconfortato mostrando la ricevuta di pagamento.

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