Il dolore
Meno ditte e meno operai: calo forte, ma resta settore trainante
Il mattone non esce dal tunnel dalla Cassa Edile numeri choc
Enrico Pizzi
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CANTIERI in Maremma Anche qui arriva il vento della crisi 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Quasi novanta imprese edili in meno tra il 2008 e il 2009, e più di 900 operai in meno iscritti alla cassa edile della provincia di Grosseto. È in questi numeri lo specchio della crisi che attraversa il Paese e che non risparmia la Maremma. Anzi, «per la Maremma - dice il vicepresidente della Cassa Edile, Piero Micci - la crisi inizia ora». Le imprese iscritte nel 2008 erano 948, nel 2009 sono scese a 861 e i primi mesi del 2010 mostrano una tendenza ulteriore alla contrazione: iscritte 702 imprese contro le 766 dello stesso periodo dell'anno prima. Analogo il discorso per gli operai: dai 5.694 del 2008 ai 4.798 nel 2009 e, nei primi mesi di quest'anno, gli operai denunciati alla Cassa edile sono appena 3.556, contro i 4.047 del 2009. Qualche barlume di luce arriva dalle ore di lavoro che, se tra il 2008 e il 1009 hanno subito una flessione del 13,7 per cento, nei primi mesi del 2010 sono calate "solo" del 4,7 per cento. La crisi, dunque, c'è, e la Cassa edile la tocca con mano. «La crisi - è l'amara constatazione di Micci - finisce solo quando si torna a lavoro, ma purtroppo sul territorio non abbiamo grandi prospettive». E il riferimento, condiviso anche dal presidente della Cassa edile di Grosseto Bruno Rosi, è al sostanziale blocco dei lavori pubblici provocato, in modo particolare, dal patto di stabilità, ma anche dalla situazione di stand by in cui versano gli strumenti urbanistici, tra cui quello del Comune capoluogo. Nonostante la situazione di crisi, l'edilizia si conferma comunque un settore trainante per l'economia della provincia di Grosseto. Basti pensare che il montante complessivo dei redditi dei lavoratori iscritti alla Cassa edile di Grosseto è di circa 45 milioni di euro l'anno. La Cassa edile, che a Grosseto si avvia a celebrare, nel 2012, i suoi primi sessant'anni di vita e che proprio ieri ha inaugurato la sede rinnovata e attrezzata con moderni servizi tecnologici e secondo le norme per la tutela della riservatezza dei dati che l'ente custodisce, si conferma come strumento capace di garantire, ai lavoratori del settore, alcune certezze che, soprattutto in tempi di crisi, non guastano. Dal pagamento delle tredicesime e degli scatti di anzianità, all'anticipazione degli infortuni e il pagamento dei primi tre giorni di malattia che l'Inps non paga, e inoltre i contributi per alcune spese sanitarie che, altrimenti graverebbero interamente sulle tasche del lavoratore, e le borse di studio per i figli degli iscritti. Un ente che si basa sul principio della mutualità - ha spiegato il presidente Rosi - e che, oltre a tutelare i lavoratori «il principale patrimonio delle aziende», garantisce alle imprese la concorrenza leale tra loro, dal momento che il rilascio del durc e i controlli sottesi, mirerebbe proprio a mettere le imprese sulle stesse posizioni di partenza. Nel mirino, adesso, ci sono i part time, che in passato hanno mascherato forme di lavoro parzialmente irregolare, ma che il nuovo contratto di lavoro dell'edilizia riduce ad un massimo del 2 per cento della forza lavoro. Restano ancora, tra gli strumenti elusivi utilizzati, i contratti di associazione in partecipazione e i contratti a progetto.
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