La manifestazione
«Mancano 2600 tonnellate»
Sara Landi
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ROBERTO BAROCCI Forum ambientalista Toscana In un anno porta a porta sotto le stime a Barbanella, è polemica
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GROSSETO. Come sta andando la raccolta porta a porta a Barbanella? Dopo il caso sollevato dal consigliere di circoscrizione del Pdl Federico Celentano se lo chiedono Paola Tamanti dell'associazione "Per un'altra Toscana - Maremma" e Roberto Barocci del "Forum ambientalista toscano", stigmatizzando entrambi il silenzio delle istituzioni sulle osservazioni di Celentano. Il riferimento è alle previsioni di raccolta fatte nel progetto del porta a porta sulla base della raccolta dei rifiuti nel Comune di Grosseto nell'anno 2008. Essendo la quantità totale del 2008 pari a 50.672 tonnellate di rifiuti per una popolazione di 77.424 abitanti fu stimato di intercettare nel solo quartiere di Barbanella, che contava allora 14.020 residenti, 9.170 tonnellate di rifiuti. Ma già allora il Coseca calcolò che il fenomeno della deriva (quello dei cittadini che non aderiscono al porta a porta e conferiscono altrove i rifiuti, ndc.) avrebbe sensibilmente ridotto a 5.000 tonnellate la raccolta effettiva. Stando ai dati in elaborazione sui primi sei mesi di porta a porta forniti dalle associazioni la raccolta si attesterebbe a 1300 tonnellate, quindi 2600 su base annua. Uno scarto considerevole rispetto alle cifre del progetto. «Nei giorni scorsi Celentano osservava che i casi sono due - scrive in una nota Paola Tamanti - O due famiglie su tre a Barbanella rifiutano il sistema, andando furtivamente a scaricare i propri rifiuti indifferenziati altrove, oppure il Coseca nel recente passato ha gonfiato i dati della produzione di rifiuti, riscuotendo più soldi del dovuto dal Comune». La prima ipotesi pare del tutto improbabile secondo Roberto Barocci che a Barbanella ci vive: «Non è vero che due barbanellini su tre boicottano il porta a porta anche perché gli altri quartieri dovrebbero far registrare una crescita nella quota di rifiuti raccolti che invece non c'è. In tutte le realtà italiane dove si fa la raccolta differenziata spinta il fenomeno della deriva è nell'ordine del 10-15 per cento al massimo, non è pensabile che a Grosseto sia del 66 per cento. Deve per forza esserci qualcosa che non va nei dati di partenza del progetto». La parola d'ordine è trasparenza anche per Tamanti: «Il Coseca non rispetta le indicazioni date dalla normativa esistente sulla contabilità del servizio di igiene urbana. È vergognoso che coloro che dovrebbero garantire l'interesse pubblico, cioè i membri della giuntA, accettino in silenzio la contabilità approssimativa del Coseca. Così vengono di fatto trasferiti sui cittadini costi non dovuti per il servizio, calcolato per di più in modo forfettario, contro ogni buon senso e logica, oltre che di legge». Barocci solleva inoltre la questione aperta delle attività artigianali e commerciali chiedendo che siano le associazioni di categoria ad attivarsi con il Comune per organizzare un servizio di raccolta differenziata calibrato sulle esigenze di negozi, laboratori e imprese del quartiere. Esprime inoltre soddisfazione perché l'esperimento di Barbanella conferma che col metodo porta a porta si selezionano rifiuti da riciclare di prima qualità e non contaminati: «A Barbanella la quota della differenziata si attesta all'81 per cento e si tratta di rifiuti di prima qualità invece nel resto del Comune la differenziata è al 34 per cento ed è spesso di bassissimo valore perché basta che un cittadino su dieci butti di tutto nei cassonetti della differenziata per rovinare la qualità del materiale da avviare al riciclo».
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